Femminismo

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11 Gennaio Gen 2019 2004 11 gennaio 2019

L'impegno femminista di Meghan Markle continua

La regina le ha affidato il ruolo di madrina di ben quattro associazioni. Tra queste Smart Works che aiuta le donne a trovare lavoro anche grazie alla costruzione di una nuova autostima. 

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Meghan Markle Smart Works

Che Meghan Markle non volesse rimanere confinata nel ruolo di "moglie di" lo si è capito subito e la regina Elisabetta sembra appoggiarla. L'ha infatti investita madrina di quattro enti scelti, com'era stato per Kate Middleton, in base alle sue passioni. Per questo sua Maestà ha selezionato associazioni che si occupano di recitazione, animali, scuola e sostegno alle donne. Femminista da sempre (così ha voluto essere definita anche nella biografia sul sito ufficiale della famiglia reale), la moglie di Harry nel 2015 era stata rappresentante per la leadership e la partecipazione politica femminile alle Nazioni Unite e l'ingresso in una delle aristocrazie più tradizionali non l'ha intimorita. Anzi. I discorsi e le visite di Stato sono stati l'occasione in cui ribadire che per avere un mondo migliore bisogna passare dalla parità di genere. Il ruolo datole ora dalla sovrana con queste nomine è un'occasione preziosa che Meghan non vuole sprecare: nel 2018, fanno sapere da Kensington, ha già incontrato i responsabili delle quattro organizzazioni e la duchessa del Sussex, al settimo mese di gravidanza, si è detta intenzionata a continuare fino al parto. Chi diceva che dopo il matrimonio avrebbe dovuto lasciare i panni da attivista dovrà ricredersi ancora una volta.

L'IMPEGNO PER IL LAVORO FEMMINILE

L'ex attrice è infatti madrina di Smart Works, associazione che si occupa del reinserimento delle donne nel mondo del lavoro aiutandole innanzitutto a ritrovare fiducia in se stesse e a presentarsi al meglio ai colloqui. A partire dal proprio look. Moda e riscatto femminile, un abbinamento spesso visto come contraddittorio e che invece la moglie di Harry sembra rappresentare perfettamente. Il presupposto da cui parte l'ente, che ha sedi nelle principali città britanniche, è semplice: per riuscire al meglio in un incontro conoscitivo per essere assunte servono un curriculum fatto bene, una forte motivazione e, non ultimo, un bel vestito. Smart Works mette a disposizione due stylist che si occupano di scegliere vestiti di alta qualità, accessori, cappotti e borse adatti al tipo di colloquio che si sta per affrontare. Una volta scelto l'outfit, viene fissato un appuntamento con un esperto in risorse umane che aiuta la candidata a mettere a fuoco quali sono le sue qualità e a presentarle nel modo migliore. Coloro che vengono assunte mettono poi la loro esperienza a servizio di tutte le altre donne che, in cerca di occupazione, si rivolgono all'associazione. Associazione che per altro offre anche supporto nella stesura di business planning e lezioni di make up tenute dallo staff Bobbi Brown, la truccatrice statunitense invitata anche da Michelle Obama a partecipare ai programmi di leadership per giovani donne alla Casa Bianca.

LA BATTAGLIA DI MEGHAN PER LO STUDIO

Dal lavoro (al diritto) allo studio per combattere disuguaglianze e ingiustizie. Altro tema caro alla Duchessa. Che è stata investita anche anche del titolo di madrina dell'Association of Commonwealth Universities, l'organizzazione che riunisce oltre 480 atenei dei Paesi del Commonwealth. In visita alle Isole Fiji, durante un discorso all'Università del Sud Pacifico, Meghan aveva ricordato il suo percorso scolastico supportato da borse di studio e piccoli lavoretti al campus. Tanti sacrifici che, a suo dire, le hanno permesso però di costuirsi un futuro che molti le invidiano.

TEATRO E ANIMALI

La regina ha poi deciso di affidare a Meghan il titolo di madrina del Royal National Theatre londinese. Ruolo che la sovrana stessa ha ricoperto per ben 45 anni e che riavvicina la Duchessa a quello che è stato il suo lavoro fino al matrimonio. Infine l'ultimo incarico è quello di rappresentare Mayhew, ente di beneficienza per il benessere degli animali. D'altronde l'ex attrice a Los Angeles faceva volontariato in diversi centri che si occupavano del tema.

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