Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

9 Gennaio Gen 2019 1120 09 gennaio 2019

Come libri e fiction hanno portato allo scoperto la violenza psicologica

A tu per tu con la fitness guru Jill Cooper, che nel suo romanzo affronta il tema dei soprusi psicologici, e l’attrice Sara Ricci, protagonista di una storia di violenza domestica nella soap Un Posto al Sole.

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Sara Ricci Un Posto Al Sole 2

La violenza psicologica è protagonista, negli ultimi tempi, non solo di statistiche nere, ma anche di storie televisive e letterarie che, raggiungendo un vasto pubblico, spronano, in alcuni casi, le donne a denunciare. Secondo i dati Istat, nel nostro Paese sono 8,3 milioni le donne vittime di questa sottomissione subdola. Una su quattro è stata abusata verbalmente tanto da riportare danni allo sviluppo della personalità, difficoltà di concentrazione e perdita di memoria. «Questo sopruso è a tutti gli effetti una mancanza di rispetto che mortifica la persona e la sua dignità. Comprende svalutazioni, ricatti, offese, umiliazione in pubblico e in privato. Rispetto alla violenza fisica, è meno visibile e più sottile. Spesso si nutre di piccoli abusi che passano inosservati ma che, con il tempo, si accompagnano anche alle vessazioni fisiche», ha spiegato a LetteraDonna la psicologa e psicoterapeuta, didatta della scuola italiana di ipnosi e psicoterapia ericksoniana, Gloria Pinzuti. Abbiamo chiesto a Jill Cooper, autrice del romanzo Una vita tutta mia, storia del riscatto di una donna con un passato difficile, e Sara Ricci, che nella soap di RaiTre Un Posto al Sole interpreta una donna sottomessa al marito militare, di affrontare con noi questo tema così spinoso per la nostra società.

JILL COOPER: DALLA REALTÀ AL ROMANZO

Tutti conoscono Jill Cooper, americana dal sorriso contagioso che in Italia è riuscita a trasformare, negli ultimi anni, il fitness in qualcosa di divertente e leggero. In autunno ha pubblicato il suo primo romanzo, Una vita tutta mia (ed. Sperling & Kupfer), dedicando il libro, oltre che a sua figlia, a tutte le donne che non trovano il coraggio di ribellarsi a una situazione di violenza, fisica o psicologica. «Quella che ho scritto è una storia enfatizzata, ma le vicende della protagonista, vittima di violenza, partono dalle mie ferite. Io stessa ho provato sulla mia pelle soprusi psicologici dai quali, per fortuna, sono riuscita a liberarmi», afferma la guru della ginnastica. «Il primo step di questo tipo di aggressione è la destabilizzazione. I predatori psicologici iniziano privando la donna delle sue certezze, insinuando sospetti sulle amicizie, la famiglia, la forma fisica. In inglese questa fase si definisce Gaslighting. Cominci a dubitare di te stessa e a credere che ciò che ti viene recriminato sia vero».

I CONSIGLI DI JILL

«La violenza psicologica non lascia segni ed è meno facile da denunciare, quindi più difficile da difendere. Un violentatore della psiche ti distrugge dentro casa ma fuori, magari, tesse le tue lodi, così se accenni qualcosa a qualcuno sull’argomento, ti credono matta. È un gioco perverso». La Cooper evidenzia anche una categoria di donne che possono cadere maggiormente vittima di questo tipo di violenza: «Chi ha scarsa autostima è più esposta. In ogni caso, da sole o con l’appoggio della famiglia, bisogna reagire e lottare. Più si è remissive e più aumentano le vessazioni. Appena ci si ribella, il carnefice diventa incapace di reagire. Io lo so perché questa è anche la mia esperienza». Per Jill la violenza psicologica occupa tanti livelli, anche il piano lavorativo dove manca la parità tra i generi. «Noi donne per prime dobbiamo essere consapevoli della nostra perfetta imperfezione, in ogni campo. La bellezza non si misura in chili ma in spessore di carattere». La guru del fitness vuole lanciare un messaggio con il suo romanzo: «Ci sono anche uomini meravigliosi. Ragazze, ci meritiamo qualcuno che ci faccia ridere, non piangere».

SARA RICCI E L'ESEMPIO DELLA SOAP

L’attrice romana Sara Ricci presta, da qualche mese, il volto ad Adele Picardi all’interno della soap più longeva d’Italia, Un Posto al Sole. Un ruolo difficile e intenso: la donna è vittima di abusi domestici. Ce ne ha parlato lei stessa: «È una donna fragile per la quale ho voluto creare un passato così da entrare maggiormente nella parte. Ha avuto confusioni adolescenziali, genitori hippie e libertini, magari ha fatto uso di stupefacenti durante l’università negli Anni ‘70. In seguito si è appoggiata totalmente su Manlio, il marito, ha voluto seguirlo nella carriera militare. Ma tutto questo ha significato rinunciare a una parte importante di sé. La conseguenza è che molto repressa». Un personaggio complesso e delicato che entra ogni sera nelle case di milioni di spettatori. «Ho accettato questo ruolo al buio. Non sapevo quale sarebbe stato lo sviluppo. Trovo che abbia un impianto molto cinematografico. Adele è continuamente mortificata dal marito che arriva anche a picchiarla. Non nascondo che durante una delle ultime scene girate con Paolo Maria Scalondro (l’attore che interpreta Manlio Picardi, ndr) ho anche pianto. Anche se è finzione, sono entrata in una zona d’ombra e ho sentito tutta la prevaricazione e la prepotenza».

DALLA FICTION ALLA REALTÀ

Sara Ricci è molto orgogliosa della sua Adele perché «aiuta a prendere coscienza del problema della violenza, anche psicologica. Può capitare che, vedendo la soap, scatti la riflessione. Alcune donne hanno trovato, e trovano, il coraggio di denunciare grazie a Un Posto al Sole». Sui social (sia sul suo profilo Facebook che Instagram, Sara Ricci Official) l’attrice è inondata di affetto. «Mi scrivono reagisci, come se fosse vero quello che vedono in tv. A contattarmi anche tantissimi uomini che sono dalla parte di Adele e si mostrano indignati da Manlio». La Ricci è soddisfatta di contribuire, anche in minima parte, nella spinta alla denuncia. «Noi donne dobbiamo trovare nella nostra libertà la forza per combattere questo male sociale. L’educazione data dai genitori è importante. È anacronistico crescere ancora le future donne nel mito del matrimonio e dei figli. I soldi non li porta a casa il marito, ci si deve realizzare. Ecco allora cosa direi a una bambina oggi: sii felice di quello che fai. Devi sempre sentirti realizzata anche con un lavoro semplice, oltre l’amore, oltre i figli». Un consiglio prezioso per comprendere quanto sia importante conservare sempre orgoglio e autostima, per avere chiaro che gelosia eccessiva e possesso non fanno parte dell’amore e, infine, per puntare su se stesse e smascherare gli orchi subito o, comunque, prima che sia tardi.

Sara Ricci sul set di Un Posto al Sole.

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