Femminismo

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29 Dicembre Dic 2018 0713 29 dicembre 2018

Le canzoni del 2018 che hanno celebrato le donne

Da Ariana Grande, che immagina un Dio femmina, a Cat Power e Lana Del Rey. Fino al Pussy Power di Janelle Monaè e Grimes. Le hit manifesto del femminismo.

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La parola femminismo non è più un tabù, soprattutto nel mondo pop. Nella musica che ha caratterizzato questo 2018, tante sono state le voci di donne che hanno dato eco al movimento #MeToo e al desiderio di indipendenza e di rottura. Nell’era post-Weinstein si è trovato lo spazio per celebrare la forza e la bellezza rosa.

1. ARIANA GRANDE, GOD IS A WOMAN

«You’ll believe God is a woman» (Crederai che Dio è una donna) canta un’iconica Ariana Grande nel video che la vede nelle vesti della Creatrice, nell’atto di donare la vita a Eva. La canzone è un «messaggio di empowerment e spiega quanto la donna sia all’origine di tutto», ha spiegato la cantante, che al suo fianco ha voluto anche Madonna. È sua la voce che recita il celebre quanto fake versetto di Ezechiele 25:17 di Pulp Fiction ma declinato al femminile.

2. CAT POWER FEAT. LANA DEL REY, WOMAN

La voce profonda di Cat Power recita nel ritornello «I’m a woman» (Sono una donna). La parola cambia di significato ogni volta, trasmettendo ora un senso di orgoglio, poi di dolore e ancora di sfida. «My cage is a weapon, it’s perfect for me» (La mia gabbia è un’arma, è perfetta per me), una dichiarazione che sembra sottolineare quanto il potere delle donne tragga sempre più energia dalle costrizioni e le oppressioni.

3. JANELLE MONÀE FEAT. GRIMES, PYNK

In un deserto dalle sfumature rosa, un gruppo di ragazze celebra la femminilità assieme a Janelle Monaè che, sensuale e queery, indossa i celebri Pussy pant (un paio di pantaloni realizzati a forma di vagina). «PYNK è una celebrazione della creazione. Amore per se stessi. Sessualità e pussy power!», ha dichiarato la cantante che, in modo creativo e consapevole, canta del potere delle donne scegliendo un simbolo che rompe un tabù, grazie a una prospettiva artistica innovativa.

4. LET'S EAT GRANDMA, HOT PINK

Il rosa viene spesso associato a un’idea remissiva e romantica della donna, ed è per questo motivo che il duo pop inglese Let’s Eat Grandma lo ha trasformato nel simbolo della fluidità e dell’uguaglianza di genere. I quattro minuti della canzone seguono l’evoluzione di una ragazza che svilita dal partner - «I'm just an object of disdain to you» (per te sono solo un oggetto da disprezzare) - decide di alzare la testa e rispondere: «You won't believe the shit that I can do» (Non crederai al casino che posso fare).

5. ROSALÌA, MALAMENTE

La stella catalana canta un'antica novella gitana (Flamenca) in cui una donna sposa un uomo che, consumato dalla gelosia, impazzisce e la imprigiona. La riflessione di Rosalìa è semplice: nell’arco dei secoli è cambiato qualcosa nel modo in cui un uomo e una donna si relazionano? Sembrerebbe di no. Malamente è riferito a quel mal amore che spesso caratterizza le relazioni. L’intero album è un manifesto femminista che invita le donne a non obbedire agli uomini.

6. TRACEY THORN (FEAT. CORINNE BAILEY RAE), SISTER

Le nove canzoni di Record, l’album solista dell’ex Everything but the girl, sono «petardi femministi». Li definisce proprio così Tracey Thorn, e la più ambiziosa tra tutte è Sister. «I’m my mother now, I’m my sister, and I fight like a girl» (Sono mia madre adesso, sono mia sorella e combatto come una ragazza), una riflessione sulle aspettative che la società ha nei confronti delle donne, e a quali conseguenze si va incontro scegliendo di accettare o rifiutare che questi ruoli modellino le nostre vite.

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