28 Dicembre Dic 2018 1037 28 dicembre 2018

Cosa sappiamo sul femminicidio di Sara Parisi

Una donna di 60 anni è stata uccisa a colpi di pistola a Giarre, in provincia di Catania. A sparare sarebbe stato l'ex marito, Francesco Privitera. Morto per un colpo di pistola all'addome forse autoinflitto.

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Una 58enne, Rosaria "Sara" Parisi, è stata uccisa con colpi di pistola a Giarre. Il femminicidio è avvenuto in strada, vicino all'abitazione della donna. A sparare sarebbe stato l'ex marito, dal quale era separata da anni, che poi avrebbe tentato il suicidio con la stessa arma. Secondo quanto si è appreso l'uomo è stato soccorso da personale del 118 e trasferito in elicottero in gravi condizioni in un ospedale di Catania dove è morto qualche ora dopo. L'uomo, in codice rosso, era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

UCCISA MENTRE TENTAVA LA FUGA

Secondo una prima ricostruzione, al vaglio dei carabinieri del comando provinciale di Catania e della compagnia di Giarre, la donna era uscita di casa per andare a lavorare intorno alle 8. Avrebbe visto l'ex marito, Francesco Privitera, di 58 anni, in strada, armato di pistola, e avrebbe cercato di fuggire, ma l'uomo l'avrebbe raggiunta e uccisa. Gli avvenimenti successivi sono al vaglio degli investigatori che stanno cercando di verificare con certezza se l'uomo si sia sparato un colpo di pistola all'addome, tentando in suicidio, o se il colpo sia partito accidentalmente, magari durante una colluttazione con un familiare della vittima che voleva disarmarlo.

UNA MANO ARMATA DALLA GELOSIA

Sarebbe stata la gelosia il movente che ha armato la mano di Privitera, 58 anni. L'uomo aveva scoperto su Facebook che la vittima, con la quale si era separato da circa sei anni, aveva una nuova relazione con un altro uomo. La mattina del 28 l'ha aspettata vicino casa e quando Rosaria Parisi è uscita per andare a lavoro ha cominciato a inveire contro di lei prima di spararle. La coppia aveva due figli, un maschio e una femmina, ma la donna aveva un altro figlio da un precedente matrimonio.

UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

L'uccisione di Rosaria Parisi putroppo pare essere l'ennesima tragedia annunciata. «Se mi aspettavo una fine così drammatica? Purtroppo sì. Lui era caratterialmente chiuso e asociale. Non l'aveva mai picchiata, ma più volte l'aveva minacciata di morte», ha spiegato l'avvocato Patrizia Pellegrino che ha assistito la vittima durante la causa di separazione iniziata sei anni fa e ricorda ancora le minacce dell'uomo che costrinsero Sara Privitera a presentarsi a un'udienza «scortata dai carabinieri perché lui aveva minacciato di ucciderla là, davanti a tutti». Lo aveva anche detto a uno dei loro due figli maschi. La donna aveva una terza figlia, da un primo matrimonio, che vive a Londra. «Avevamo presentato una querela sulle minacce», ha aggiunto Pellegrino, «ma era stata archiviata, ricondotta a liti tra coppie che si separano. Poi lei si era rivolta anche a un centro antiviolenza di Catania perché lui la seguiva e continuava a minacciarla, anche se non l'ha mai picchiata». Da ambienti giudiziari si apprende che la donna negli ultimi anni aveva sostenuto che i rapporti erano cambiati, che lui aveva modificato i suoi atteggiamenti e che sarebbe capitato di uscire insieme.

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