Violenza Sulle Donne

Violenza sulle donne

17 Dicembre Dic 2018 2100 17 dicembre 2018

Come una valigia può salvare le vittime di violenza

L'idea dell'associazione Salvamamme di Roma: offrire alle donne che scappano da abusi un trolley con tutto il necessario per non doversi guardare indietro. E per i bambini vestiti, libri e giocattoli.

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Donne Vittime Di Violenza In Italia Salvamamme 3

Secondo l'Eures, in Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo e, spesso, la colpa viene attribuita anche alla vittima. Realtà attive sul territorio come l’associazione Salvamamme di Roma, nascono per combattere questi eventi, evitare maltrattamenti e danni di natura fisica, sessuale e psicologica, e garantire un sostegno alla libertà. «Mi sento come un ombrello sgangherato, dove però riescono a trovare riparo centinaia di persone», ha spiegato a LetteraDonna Maria Grazia Passeri, direttrice dell’associazione, per descrivere il suo lavoro in difesa di tutte coloro che vivono nella paura e chiedono un aiuto. Uno dei progetti di Salvamamme, che negli ultimi anni sta riscuotendo un ottimo successo - «me la stanno copiando tutti», scherza Passeri - è quello della "valigia di salvataggio". «Un giorno arrivò da noi una ragazza fuggita da casa nel cuore della notte, in braccio aveva una bambina dagli occhi persi. Dopo un po' ci disse che voleva tornare a casa per recuperare le sue cose. Le dissi che le avremmo dato tutto noi e così le preparammo un trolley. L’idea della valigia nasce dal dramma di chi sceglie di fuggire per non tornare più indietro», racconta la direttrice di Salvamamme.

UN'ASSISTENZA IMMEDIATA PER METTERE IN SICUREZZA MAMME E FIGLI

Il progetto è rivolto a tutte quelle donne che lasciano, spesso d'improvviso, la casa in cui subiscono violenza da parte dei mariti, compagni o ex partner. «I primi giorni dopo l'allontanamento o la denuncia possono essere i più pericolosi, quando il 1522 (numero gratuito antiviolenza e stalking) non trova una sistemazione adatta in breve tempo, è necessario attivare un'assistenza immediata che metta in sicurezza la donna e i suoi figli». Il sostegno integrato mette in moto i primi interventi necessari, che mirano a evitare che queste madri coraggiose tornino sui loro passi, rientrando in una casa dove ad aspettarle non c'è nulla di buono. «La maggior parte di loro ce la fa, si rifà una vita. Alcune sono diventate nostre volontarie, altre hanno addirittura creato delle loro associazioni».

UNA VALIGIA CON IL NECESSARIO PER STACCARE DALLA VITA PRECEDENTE

Il fenomeno della violenza di genere si annida ovunque: in famiglie italiane, straniere, ricche, povere. C'è comunque un fattore che accomuna spesso le vittime, ed è quello di non essere indipendenti economicamente dall’uomo. Per questo è importante offrire loro un'occasione per svincolarsi da ogni legame materiale, donando un primo aiuto pratico. «Nelle valigie, a oggi ne sono state consegnate 1034, ci sono tutti gli oggetti di prima necessità: biancheria intima, vestiti, scarpe e prodotti per l'igiene personale e viene messo a disposizione anche un prontuario di numeri utili, un telefono e un'assistenza psicologica e legale», spiega la direttrice. Anche per i bambini è prevista una valigetta, con vestiti, libri e giocattoli «che non ripristinano la normalità, ma regalano un momento di gioia». Sorprende sapere che anche alcuni uomini hanno fatto richiesta di una valigia; mariti e padri che, coscienti della loro pericolosità, hanno deciso di allontanarsi per un periodo da casa per farsi aiutare.

SONO ECCEZIONI CHE DEVONO DIVENTARE ABITUDINE

È chiaro che il lavoro svolto da associazioni come Salvamamme non può essere l'unico sostegno per chi cerca aiuto: «Bisogna cambiare il sistema, migliorare le leggi, non aspettare la morte per femminicidio per puntare l’attenzione sul problema», insiste la Passeri. «Anche la scuola potrebbe fare di più. I maschi dovrebbero imparare sin da piccoli a non usare la forza e preferire il dialogo e l'ascolto». Meno convegni in giro per il mondo e più formazione delle forze dell'ordine sono alcuni dei suggerimenti della direttrice, che sottolinea «la valigia di salvataggio è un segno», la forza di un’intera comunità che si muove per il cambiamento. È tempo che realtà eccezionali come questa diventino un'abitudine.

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