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Diritto all'aborto

14 Dicembre Dic 2018 1516 14 dicembre 2018

A Monopoli video contro l'aborto nell'ora di religione

La protesta sollevata da due deputati Cinque stelle, che hanno presentato un'interrogazione al ministro Bussetti. «Gli studenti erano sconvolti». 

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Video Anti Aborto Ora Religione

Cruenta lezione "pro vita" in un liceo di Monopoli con la proiezione, durante l'ora di religione, di un video anti-abortista vietato ai minori. A denunciarlo sono stati due deputati del Movimento 5 stelle Veronica Giannone e Luigi Gallo, che hanno presentato un'interrogazione al ministro Bussetti. «La pratica dell'aborto prevede che si estraggano pezzi di gambe e braccia di bambini già formati», sarebbe una delle frasi con cui, hanno denunciato i deputati, «l'associazione 'Movimento per la vita'» si sarebbe rivolta agli studenti «delle prime classi del polo liceale Galileo Galilei di Monopoli», dopo essere stata invitata a parlare di interruzione di gravidanza, lo scorso 4 dicembre.

PROIETTATE SCENE ESPLICITE DI ABORTI

Secondo i pentastellati, inoltre, «pochi giorni dopo il docente di religione cattolica ha proiettato, sempre alle prime classi, un documentario dal titolo L'urlo silenzioso, del 1984, vietato ai minori, in cui si vedono scene esplicite di aborti, accompagnate da termini come «bambino dilaniato» o «bambino smembrato». «Non c'è bisogno di aggiungere altro», hanno sottolineato, «siamo a conoscenza del turbamento di decine di ragazzi, sconvolti da questo duplice episodio. Così come inevitabile è stato lo sconcerto dei genitori».

INTERROGAZIONE SCRITTA AL MINISTRO BUSSETTI

«Anche per questo», hanno annunciato, «abbiamo depositato, proprio ieri, un'interrogazione scritta al ministro dell'Istruzione Bussetti. Crediamo che sia urgente intervenire per chiarire i contorni di una vicenda molto grave». «Vogliamo ricordare ai dirigenti scolastici», hanno proseguito i deputati, «che la scuola è prima di tutto luogo di incontro, in cui coltivare nelle giovani menti degli studenti i principi di tolleranza, pluralismo e soprattutto rispetto». «Quello dell'interruzione di gravidanza», hanno concluso, «è un tema delicatissimo che merita di essere trattato con la massima attenzione, in particolare se di mezzo ci sono dei minori».

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