Sessismo

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10 Dicembre Dic 2018 1913 10 dicembre 2018

Chi è Sophie Sandberg, la ragazza che combatte le molestie di strada

Il suo progetto, Catcalls of NYC, consiste nello scrivere sull'asfalto di New York tutte le peggiori frasi che le donne si sentono dire quando camminano.

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Sophie Sandberg

Dal semplice e volgare fischio, allo sguardo fisso e lascivo, fino ai doppi sensi a sfondo sessuale. È successo praticamente a tutte di essere infastidite dalle cosiddette molestie di strada. Secondo una ricerca del 2014 condotta dal Centers for Disease Control and Prevention, il 99% delle donne statunitensi ha ammesso di essere stata importunata in giro a passeggio almeno una volta nel corso della propria vita. Un dato che ci restituisce la dimensione potenzialmente pericolosa e ostile del marciapiede e che ha spinto proprio una ragazza americana, Sophie Sandberg a dare vita ad un progetto nel 2016 dal nome Catcalls of NYC per sensibilizzare maggiormente le persone sul problema. L'idea della giovane è quella di scrivere sull'asfalto della città, gessetti colorati alla mano, tutte le peggiori frasi che le donne si sentono dire di solito fuori casa, per poi fotografarle e postarle sul suo account Instagram. Per fare ciò chiede alle vittime anche il luogo in cui la molestia è avvenuta in modo da riportarla in quell'esatto punto. Al The Daily Beast la 22enne ha dichiarato: «C'è questo bizzarro contrasto tra i colori allegri dei gessetti, di solito usati dai bambini, e queste parole volgari». E aggiunge: «Vedi questi colori e pensi che ci sarà scritto qualcosa di leggero e divertente, ma poi ciò che leggi ti sconvolge e ti fa orrore. A livello concettuale, volevo illustrare come questi commenti siano complimenti soltanto in apparenza».

L'ESPERIENZA DI SOPHIE

La newyorkese Sophie Sandberg ha avviato il progetto durante il suo primo anno alla New York University. In uno dei corsi frequentati le era stato assegnato il compito di analizzare una tematica e documentarla sui social media. Forse è proprio partendo dall'esperienza personale che la giovane ha deciso di trattare l'argomento: «Avevo 15 anni ed era il mio primo giorno di lavoro estivo. Il mio ufficio si trovava a circa 10 minuti a piedi dall'uscita della metropolitana, e avevo il timore che ad ogni isolato qualcuno mi avrebbe importunato dicendomi qualcosa». I commenti che ricevette la giovane in realtà si limitarono soltanto ad un «Buongiorno tesoro» o a un leggero «Sexy». Nulla di troppo spinto, ma che comunque gettò la ragazza in uno stato di confusione. Sophie ha infatti aggiunto: «Sembrava che il mio corpo non fosse il mio. Stavano prendendo il controllo su di me in un modo che non avevo mai sperimentato prima». La giovane è partita raccogliendo, oltre alle proprie esperienze, anche quelle degli amici. La svolta è arrivata però grazie all'ondata del movimento #MeToo: il suo account Instagram è passato infatti in pochissimo tempo dai soli 100 follower del primo anno e mezzo agli oltre 32 mila attuali.

LE REAZIONI DEI PASSANTI

Le reazioni dei passanti alla vista delle sue opere di strada risultano sempre a metà tra il divertito e l'incuriosito: c'è chi le fa domande, chi si limita a scattare foto con lo smartphone, chi ci passa sopra, chi tira dritto scettico. Alcuni si sentono addirittura attaccati: Sophie ha infatti raccontato che molti le hanno chiesto con quale coraggio possa scrivere quelle parole sul marciapiede. A lamentarsi sono ad esempio i genitori,per paura che i propri figli possano leggere certi termini volgari. Qualcuno ha definito le sue opere una sorta di 'graffiti'. Una signora anziana, al contrario, l'ha accusata di essere una vandala che lascia sporcizia sulla strada. Tanto che, la giovane ha raccontato anche di quella volta che una scritta sparì soltanto dieci minuti dopo la sua realizzazione. Qualcuno che evidentemente non tollerava quelle parole aveva infatti gettato sopra una secchiata d'acqua per spazzarle via dall'asfalto.

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