6 Dicembre Dic 2018 0702 06 dicembre 2018

La storia di Colette (e del suo personaggio Claudine) arriva al cinema

La scrittrice ha lottato contro il marito per veder riconosciuti i diritti sui suoi romanzi. Per questo, è considerata un simbolo dell'emancipazione femminile.

  • ...
storia-colette-film-2018

Il 6 dicembre 2018 è arrivato nelle sale Colette, il film biografico di Wash Westmoreland sull’omonima scrittrice. Interpretata da Keira Knightley, Colette fu, ed è ancora, una delle donne più celebri della Francia, un simbolo di emancipazione faticosamente guadagnata dopo un lungo cammino verso i suoi reali desideri. Una consapevolezza raggiunta durante il matrimonio con il primo dei suoi tre mariti, l’editore e giornalista Henry Gauthier-Villars, soprannominato Willy e più grande di lei di 14 anni, impersonato nel film da Dominic West. Fu proprio Willy, sposato nel 1893, a condurla a Parigi e a farle conoscere l’elite culturale della capitale, ma anche colui che cercò di offuscarla, attribuendosi i meriti dei suoi romanzi.

CLAUDINE È STATA LA PRIMA TEENAGER DEL SECOLO

È il 1896 quando Sidonie Gabrielle Colette iniziò a scrivere le avventure della quindicenne Claudine: una ragazzina ingenua ma provocante allo stesso tempo che, nella scuola che frequenta, fa le sue prime esperienze, soprattutto sentimentali, legandosi in rapporti platonici a insegnanti e compagne. Fu però il marito a suggerirle di rendere il romanzo più spinto, accentuando le relazioni fra i personaggi. E, nel 1900, il libro venne finalmente stampato con il titolo Claudine a scuola. Il nome dell’autore, però, era proprio quello di Willy. Un fatto consueto perché l’uomo, come editore, aveva un gruppo di giovani autori che svolgevano quello che oggi chiameremmo il lavoro da ghost writer. Willy, inoltre, decise di distruggere il manoscritto originale. Il personaggio di Claudine diventò in poco tempo amatissimo da tutta la Francia. Vennero addirittura creati una linea di abiti, oggetti e un'acconciatura, chiamata appunto ‘alla Claudine’.

UN BEST SELLER DIFFICILE DA CONQUISTARE

A Claudine a scuola seguirono altri quattro romanzi, dove la protagonista si diploma, si trasferisce a Parigi, si sposa e inizia altre relazioni lesbo. Claudine cresce e, con lei, cresceva anche Colette. Infatti, analizzando i romanzi, è evidente una simmetria fra le esperienze vissute dal personaggio e quelle della sua autrice. Che si legò sentimentalmente a una donna, la marchesa Mathilde de Morny, per poi lasciarla una volta scoperto che la donna aveva una relazione clandestina anche con Willy, come avviene alla ragazza nel quarto romanzo, Claudine se ne va. Ma il momento di maggiore emancipazione avvenne nel quinto libro, quando Colette, ormai pronta a ‘vivere da sola’, sceglie di far morire l’amatissimo marito di Claudine, come Willy più anziano di lei, separandosi nella vita reale. «Per ragioni completamente estranee alla letteratura, ho cessato ogni collaborazione con Willy», si legge nella prefazione del romanzo. Senza di lui, Colette diventò padrona dei suoi libri ma soprattutto della sua vita, ricevendo il grado di Grand'Ufficiale della Legion d'onore e, nel 1948, la candidatura al premio Nobel per la letteratura. Grandi conquiste per cui poté ringraziare solo se stessa.

«Femminista io? Starà scherzando. Sa che cosa meritano le suffragette? La frusta e l’harem»

Colette

FEMMINISTA? NO GRAZIE

Scrittrice apprerzzata, ballerina, attrice (recitò perfino nuda in uno spettacolo teatrale) Colette diventò un mito vivente per le femministe della sua epoca, che la considerarono subito una donna alla quale ispirarsi e da imitare. Eppure, Colette, forse per essere davvero libera da ogni legame, non si curò mai del movimento femminile, anzi derise pubblicamente le sue rappresentanti. È rimasta celebre la sua frase riportata da un giornalista che la intervistò: «Femminista io? Starà scherzando. Le suffragette mi fanno schifo. E se a qualche francese salta in testa di imitarle, spero che le facciano capire che comportamenti del genere in Francia non sono tollerati. Sa che cosa meritano le suffragette? La frusta e l’harem».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso