6 Dicembre Dic 2018 1956 06 dicembre 2018

Chi era Shirley Chisholm, che avrà una statua a New York

È stata la prima donna di colore eletta al Congresso degli Stati Uniti e la prima a candidarsi alle primarie per le presidenziali. Il suo monumento sarà eretto al Prospect Park di Brookyln.

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Shirley Chisholm

A 50 anni dall'elezione al Congresso degli Stati Uniti d'America come prima donna di colore, Shirley Chisholm sarà onorata con una statua a New York, appena fuori dal Prospect Park di Brooklyn. Lo hanno annunciato l'ufficio del sindaco Bill de Blasio e il membro del Consiglio di New York Robert E. Cornegy, Jr. L'iniziativa è stata sostenuta e promossa da She Built NYC, un programma sviluppato dall'associazione Women.nyc mirato a far conoscere le figure storiche femminili che hanno reso grande la città. Di certo la Chisholm ha avuto un ruolo fondamentale. Può essere infatti considerata la donna dei primati dato che, oltre ad aver fatto parte della Camera dei Rappresentanti dal 1969 al 1983, è stata anche la prima donna a candidarsi alle presidenziali, anche se non riuscì ad aggiudicarsi le primarie del Partito Democratico.

NEW YORK HA UN PROBLEMA CON LE STATUE FEMMINILI

Secondo quanto riferisce Cnn, nella Grande mela sono presenti 150 statue di personaggi storici, ma soltanto quattro tra queste sono di donne. A Central Park sono presenti ad esempio 29 statue. Ma l'unica figura femminile celebrata è Alice nel Paese delle Meraviglie, una ragazza immaginaria. «Questo è piuttosto indicativo dello stato delle cose. Central Park è il parco più visitato negli Stati Uniti. Se l'unica donna che la gente vede è un personaggio inventato, abbiamo un problema serio» ha commentato il vice sindaco per lo sviluppo economico Alicia Glen.

CHI ERA SHIRLEY CHISHOLM

Nata a Brooklyn da genitori immigrati (il padre veniva da Cuba, la madre dalle Barbados), Shirley Chisholm conseguì a New York un master in educazione elementare presso la Columbia University. Da sempre sensibile alla causa dei diritti degli immigrati e ai temi dell'istruzione e dei servizi sociali per l'infanzia, il suo interesse per la politica si rafforzò dopo l'esperienza di volontariato presso alcune associazione politiche di Brooklyn come la Bedford-Stuyvesant Political League e la League of Women Voters. Nel 1968 partecipò alle elezioni per la Camera dei Rappresentanti. Il suo slogan in campagna elettorale fu «Unbought and unbossed», semplici parole che sottolineavano la sua libertà. Fu la prima donna afro-americana eletta al Congresso rappresentando il 12esimo distretto congressuale di New York dal 1969 al 1983. Nel 1972 si candidò anche alle presidenziali con il Partito Democratico, divenendo così la prima donna oltre che la prima candidata nera ad assumere questo incarico. Dopo la sconfitta alle primarie, periodo durante il quale sopravvisse a tre tentativi di omicidio, ricoprì la carica di Secretary of the House of Democratic Caucus fino al 1981. Due anni dopo annunciò il suo ritiro dalle scene politiche, quando decise di non ricandidarsi per il Congresso. Nel 1993 Bill Clinton la nominò ambasciatrice in Giamaica, ma Shirley fu costretta a rifiutare l’incarico a causa di problemi di salute. Ritiratasi a vivere in Florida, morì nel 2005 all'età di ottant'anni. Inserita nella National Women's Hall of Fame, nel 2015 il presidente Barack Obama le conferì la Presidential Medal of Freedom , la massima onorificenza civile negli Stati Uniti.

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