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6 Dicembre Dic 2018 1345 06 dicembre 2018

Cosa ha detto Miriam Leone dello scandalo molestie

Ne ha parlato in un'intervista a Grazia: «Dobbiamo rompere le scatole, sensibilizzare fino ad apparire noiose, bisogna comunicare questo messaggio semplice: no vuol dire no».

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Miriam Leone Harwey Weinstein

Dieci anni sono passati dall'incoronazione a Miss Italia di Miriam Leone, anche se da allora ne ha fatta di strada la siciliana dagli occhi verdi e i capelli rosso fuoco, diventata ormai un volto affermato in tv ma soprattutto al cinema. Il noto magazine femminile Grazia l'ha scelta come cover girl del nuovo numero in edicola, intervistandola a proposito della sua carriera sul piccolo e grande e schermo e su come sia cambiata la sua vita da quel giorno che l'ha decretata la più bella d'Italia. «Avevo 23 anni e non ero una bambina, anzi posso dire che ero la zia delle altre ragazze, e la mia vita è cambiata in un modo che fatico ancora a decifrare. Sono andata pensando: io lo so dentro di me che cosa voglio fare, e questa può essere una carta da giocare per emanciparmi e per andare via da questa realtà in cui stavo seduta davanti al mare a guardare l’orizzonte e aspettavo che succedesse qualcosa. Studiavo Lettere all’università, ma non sapevo che cosa avrei fatto della mia vita, ero senza futuro».

L'ATTRICE SUL CASO WEINSTEIN: «NO VUOL DIRE NO»

Una domanda le è stata rivolta anche sul caso di Harvey Weinstein, il produttore accusato di molestie a Hollywood. Un caso che ha avuto forti ripercussioni anche nel mondo del cinema italiano. L'attrice 33enne ha un'idea precisa a riguardo «Io lavoro benissimo con gli uomini, amo lo scambio, anche la battuta greve mi fa ridere, la prendo con ironia. La grevità della battuta che mi viene fatta appartiene a chi la fa, proprio non mi tocca. E sono la prima che spesso fa una battuta con una parolaccia, ma se c’è qualcuno che ha dei problemi, che non ha imparato a vivere e a relazionarsi, non ho intenzione di fargli da assistente sociale. L’importante è che ci sia la consapevolezza che non si può usurpare il diritto della donna a dirti di no». E continua: «Ho apprezzato e aderito a Dissenso Comune (il manifesto firmato da 124 attrici e donne impegnate nel mondo dello spettacolo, ndr) e #nonènormalechesianormale. Dobbiamo rompere le scatole, sensibilizzare, fino ad apparire noiose, bisogna comunicare questo messaggio semplice: no vuol dire no».

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