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#MeToo

6 Dicembre Dic 2018 1730 06 dicembre 2018

Arriva sul set l'intimacy coordinator: è l'effetto #Metoo

Il produttore Hbo arruola un supervisore che eviti ad attrice e attori imbarazzi e umiliazioni nelle scene di sesso. La sperimentazione avviata per The Deuce sarà ampliata anche alle altre serie tivù.

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Il movimento #MeToo sta cambiando anche i modi in cui il sesso viene recitato e messo in scena nei film e nelle serie televisive: la svolta meritoria - raccontata da Rolling Stone - coinvolge uno dei maggiori produttori statunitensi, Hbo, che tra le molte serie ha al suo attivo anche The Deuce, il racconto della legalizzazione negli Usa dell'industria del porno tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Per girare le nuove puntate, Hbo ha assoldato una nuova figura incaricata di supervisionare le scene di sesso e assistere gli attori sul set: si tratta dell'intimacy coordinator. L'esperienza è stata così positiva che adesso questa figura verrà inserita in tutte le produzioni dove sono previste scene di sesso.

La prima donna ad assumere questo incarico in Hbo per la serie The Deuce è Alicia Rodis. Alicia ha fondato nel 2016 una no-profit, la Intimacy Directors International, che ha tra i suoi obiettivi la definizione di standard e pratiche nella recitazione di scene erotiche che siano rispettose della dignità e della sensibilità delle persone coinvolte. Rodis è stata chiamata in Hbo dopo che una delle attrici impegnate nella serie dedicata all'industria del porno, Emily Meade, ha confidato il suo imbarazzo nel girare alcune scene, una in particolare dove era previsto praticasse sesso orale. La scena era ovviamente solo mimata utilizzando un dildo, e tuttavia Meade era ugualmente imbarazzata, soprattutto all'idea che i suoi figli, una volta cresciuta, potessero vederla. In casi come questi Rodis interviene innanzitutto con piccoli accorgimenti che possano rendere il lavoro dell'attrice più semplice - ad esempio in questo caso fornendo all'attrice un cuscino per le ginocchia - e facendo da tramite tra regista e attori per discutere il contesto e come rendere la recitazione il più accettabile possibile, evitando che sia vissuta dalle parti coinvolte come una violenza. Inevitabilmente, la mente va alla scena di sesso in Ultimo tango a Parigi in cui, senza avvisare l'attrice precedentemente, era stato utilizzato del burro.

Quello di cui Rodis si occupa, ha spiegato la manager a Rolling Stone, è «separarare la sessualità tra i personaggi e quello che realmente accade tra gli attori». Come spiega Meade, lo sforzo di Rodis è quelo di studiare le scene in maniera che sembrino il più verosimili possibile, mentre gli attori sul set, in realtà, compiono atti molto lontani dal reale. A volte, inoltre, piccoli accorgimenti come coprire i genitali attraverso strumenti di scena, rendono il tutto meno imbarazzante. Ma c'è anche un lavoro sul linguaggio, sempre con l'intenzione di distaccare la recitazione dalla realtà ed evitare che la libera interpretazione di uno dei protagonisti metta in imbarazzo l'altro. Ad esempio, spiega Rodis, un regista non dovrebbe mai dire agli attori «adesso lui scopa lei», ma invece dovrebbe dettagliare i movimenti che ci si aspetta i due compino, confrontandosi con le parti perché il risultato raggiunto in scena sia verosimile, ma raggiunto senza creare imbarazzi agli attori. «Ci sono attori», racconta Rodis , «che spesso mi confidano di essere costretti a vivere con il ricordo di quello che sono stati costretti a fare sul set anche due anni prima».

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