5 Dicembre Dic 2018 1059 05 dicembre 2018

Le pensioni di anzianità delle donne superano quelle di vecchiaia

Il Rendiconto sociale dell'Inps ha evidenziato come sempre più lavoratrici vadano in pensione prima della scadenza per età, ricevendo però meno del previsto. 

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Il Rendiconto sociale dell'Inps, presentato il 5 dicembre, ha evidenziato una crescita sostenuta per le pensioni di anzianità rispetto a quelle di vecchiaia per le donne tra il
2012 e il 2017: In pratica quasi tutte le donne del pubblico escono grazie alla pensione anticipata, che si differenzia da quella di vecchiaia, è bene ricordarlo, perché la prima calcola la data di fine del lavoro sulla base di un sistema di quote, frutto della somma di anzianità anagrafica e contributiva; la seconda fissa l’età anagrafica limite. Nel periodo, anche grazie all'aumento rapido dell'età di vecchiaia per le donne, sono state liquidate 1.076.675 pensioni anticipate (417.314 alle donne e 659.361 agli uomini) con un rapporto donne/uomini passato dallo 0,41 iniziale a 0,57 alla fine del periodo. Nel 2012, in favore delle lavoratrici dipendenti sono state liquidate 2,69 pensioni di vecchiaia per ogni pensione di anzianità anticipata; nel 2017 le pensioni anticipate hanno superato quelle di vecchiaia e il rapporto è sceso a 0,88. Ancora più rilevante è la variazione per le ex lavoratrici autonome, dove il rapporto è passato da 3,63 del 2012 allo 0,54 del 2017. Per le ex lavoratrici pubbliche il rapporto si è invece spostato da 0,62 del 2012 allo 0,14 del 2017. «Dalle tendenze analizzate emerge una forte riduzione delle pensioni di vecchiaia liquidate in favore delle donne, riconducibile all'innalzamento dell'età pensionabile, alla loro debolezza nel mercato del lavoro, alla gravosità del lavoro di cura, elementi che determinano tutt'ora una condizione di svantaggio della donna nell'ambito lavorativo», si legge nel rapporto dell'Inps. Le lavoratrici vanno in pensione prima, ma ricevono meno. Come nel mondo del lavoro, dove i salari spesso continuano a essere più alti per i colleghi uomini, anche il 'dopo' è ancora dominato dalla disparità.

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