Femminicidio

Femminicidio

4 Dicembre Dic 2018 1726 04 dicembre 2018

Antonietta Gargiulo ha scritto una lettera agli abitanti di Cisterna

La donna è sopravvissuta al tentativo di omicidio da parte del marito, il carabiniere Luigi Capasso, che si è suicidato dopo aver ucciso le due figlie.

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Antonietta Gargiulo Strage Di Latina

Un sogno che diventa un augurio per tutte le donne. È il messaggio ricco di speranza che Antonietta Gargiulo ha inviato alla comunità di Cisterna di Latina, nel Lazio. Il 28 febbraio la giovane mamma, 39 anni, era stata ferita gravemente da tre colpi di pistola mentre andava a lavoro. A sparare, il marito Luigi Capasso, carabiniere in servizio a Velletri suicidatosi dopo aver ucciso le loro due figlie, Alessia e Martina, di 13 e otto anni. Una tragedia che aveva spinto Maria Antonietta a lasciare Cisterna subito dopo le sue dimissioni dall'ospedale San Camillo di Roma, dove era stata ricoverata, per tornare al paese d'origine, Melito di Napoli. Ma non ha dimenticato gli ex compaesani che le sono stati vicino e non l'hanno mai abbandonata, e che ha voluto ringraziare con una lettera.

IL TESTO INTEGRALE

«'I have a dream'. Io ho un sogno, così inizia il suo discorso il 28 agosto del 1963 Martin Luther King con la speranza che un giorno la popolazione di colore avesse gli stessi diritti degli altri. Nel 2009 Obama è stato il primo presidente di colore degli Stati Uniti. Oggi io dico 'I have another dream', io ho un altro sogno. Il mio sogno è che quello che è successo a me e alle mie figlie non si ripeta mai più, che le donne siano ascoltate dalle autorità e tutelate per non avere più paura. Che nessun bambino debba assistere a violenza e morte in casa sua e in nessun altro posto, perché nessuno sotto questo cielo ha diritto sulla vita di un altro. Il mio sogno è che la società intorno sia più sensibile e dia sostegno a chi vive questo dramma, il mio sogno è che ci siano strutture che accolgano donne e bambini che scappano dalla violenza, che ci siano più controlli sistematici e periodici per chi possiede le armi, soprattutto da un punto di vista medico e clinico. Sogno che ci siano più leggi a tutela delle donne e dei bambini in Italia perché la denuncia o un’ordinanza di un giudice non ti difende da chi ha deciso di ucciderti. Questo è il mio sogno, che nella nostra società mai più si verifichino fatti del genere e sognare è per i coraggiosi. La mia vita oggi è un miracolo e per andare avanti di coraggio ce ne vuole tanto. So che le mie figlie mi hanno voluto viva perché credevano in me, nella mia forza e nel mio coraggio, nella mia fede. Loro vivono dentro di me e ora vivono per l’eternità. Vorrei che il loro ricordo durasse per sempre, perché tutti i giorni ognuno possa riflettere sulle scelte che fa, quando si tace, quando ci si gira dall’altra parte, quando ci si lava le mani, quando si porta la divisione nelle famiglie degli altri, quando si agisce con superficialità. Ogni azione porta una conseguenza. Noi l’abbiamo pagata troppo cara. Detto questo ringrazio a nome mio, di Alessia, di Martina e della mia famiglia tutti quelli che con amore, serietà e lealtà si impegnano per gli altri ogni giorno. Ringrazio tutti per l’amore che Cisterna e non solo ha dimostrato e continua a dimostrare per noi. Grazie a chi in questi anni mi ha aiutato e sostenuto con piccoli e grandi gesti. Vorrei che Alessia e Martina fossero ricordate sempre così. Amavano la scuola, la danza, la musica, la parrocchia, gli amici, la famiglia, amavano la vita e sapere che loro sono lì mi fa stare serena, so che stanno bene e sono amate. Il mio cuore è rimasto a Cisterna. Il mio cammino è lungo e difficile ma il mio sogno è anche quello di riabbracciare tutti al più presto e ci riuscirò. Intanto pregate per me. Io, Alessia e Martina credevamo che i sogni potessero prima o poi diventare realtà perché l’amore è più forte, l’amore vince sempre. A presto, Antonietta».

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