3 Dicembre Dic 2018 1554 03 dicembre 2018

La parità di genere in politica è ancora lontana

Come ha mostrato l'indagine di Openpolis, le donne impegnate nella Cosa pubblica sono troppo poche. Il percorso è in salita, nonostante le leggi sulle quote rosa. 

  • ...
parita-di-genere-politica

La parità di genere in politica è ancora lontana. Lo conferma un'analisi Openpolis Cnr pubblicata il 3 dicembre. Nonostante negli ultimi decenni siano state introdotte norme per dare alle donne un ruolo più incisivo, i numeri mostrano una realtà diversa, 'dominata' dagli uomini. I numeri relativi al governo Conte parlano chiaro. Scorrendo la lista di ministri, viceministri e sottosegretari emerge che gli uomini sono ben l'80% della squadra. "Peggio", negli ultimi anni, avevano fatto solo gli esecutivi guidati da Mario Monti - con una percentuale di donne del 12,77% - e da Silvio Berlusconi in cui la rappresentanza rosa si fermava al 15,25%. Mentre nel governo Letta le signore erano addirittura il 29,03%. Le cose non sono diverse a livello locale. Solo il 14% dei sindaci italiani sono di sesso femminile e solamente due delle 21 tra regioni e province autonome sono guidate da donne.

Le percentuali di donne negli ultimi governi italiani.

GLI EFFETTI DELLE QUOTE ROSA

Questo nonostante dal 2012 sia in vigore la legge 215 che ha introdotto le cosiddette quote rosa. La legge - criticata nei primi mesi perché sembrava un obbligo di scelta verso le donne - ha permesso effettivamente un grande passo in avanti. Se dal 2009 al 2012 la percentuale degli uomini tra candidati era oltre il 70%, dopo l'applicazione della legge le donne hanno superato il 30% della rappresentanza nelle liste. Tra il 2009 e il 2016, sottolinea ancora Openpolis, la percentuale di donne tra i candidati alle elezioni comunali è aumentata del 26,84%. Un passo avanti che però non è risolutivo. Le donne elette in ruoli apicali sono infatti ancora poche: le prime cittadine sono solo il 14,1% mentre dal 2003 al 2015 le governatrici sono state solo cinque. In secondo luogo si registra anche in questo caso un gap territoriale: il Sud ha una quota di elette e nominate inferiore al Centro e al Nord Italia.

L'ECCEZIONE POSITIVA: IL PARLAMENTO UE

Una percentuale incoraggiante invece è quella che riguarda le quote rosa nel parlamento europeo. Regolata dalla legge 90 del 2004, che prevede che un terzo dei candidati nelle liste sia di genere femminile, la presenza delle donne è ben consolidata da 14 anni, con una percentuale superiore al 38%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso