3 Dicembre Dic 2018 1220 03 dicembre 2018

Chi sono le donne dei Gilet gialli

Jacline Mouraud e Chloé Tessier sono due delle figure simbolo dei manifestanti che in Francia protestano contro l'aumento della benzina. Ecco i loro profili.

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Non solo uomini. A indossare i gilet gialli, simbolo della protesta francese contro il caro carburante, sono anche le donne. Anzi proprio le donne sono il volto più riconoscibile di un movimento nato in Rete e poi sceso nelle piazze reali. Il primo dicembre, per il terzo sabato consecutivo, i manifestanti hanno protestato nel Paese e a Parigi, trasformando la ville lumiére in un vero e proprio campo di battaglia.

JACLINE, LA PASIONARIA DELLA BRETAGNA

Tutto è partito da Jacline Mouraud e dalla sua pagina Facebook, dove il 18 ottobre aveva denunciato con un video l'aumento della benzina. «Ho due cosette da dire a Emmanuel Macron e al suo governo», aveva scritto la signora in un post, «quando smetterete di accanirvi contro noi automobilisti? Voi potenti che siete nelle grandi città avete l'autista, la fate facile, tanto siamo sempre noi poveri st****i a pagare». Uno sfogo di quattro minuti e 38 secondi che ha ottenuto ben 6 milioni di visualizzazioni, 265 mila condivisioni e 100 mila commenti, diventando virale.

OÙ VA LA FRANCE ? Parce qu il y en a marre et que se taire, c est se rendre complice. Faites chacun votre petit mot au président !

Geplaatst door Jacline Mouraud op Donderdag 18 oktober 2018

UNA «MADRE» PER I GILET GIALLI

È così che questa bretone di 51 anni, è diventata la pasionaria dei gilet gialli, la loro «madre», come è stata definita dalla stampa francese. La donna suona la fisarmonica e sui social si definisce cantautrice, ma per vivere pratica l'ipnoterapia. Come ha però sottolineato nel video, per arrivare a 1.000 euro al mese fa anche la sorvegliante anti-incendio. Un lavoro che la obbliga a utilizzare spesso il suo Suv diesel, un vecchio modello per il quale spende metà stipendio tra rifornimento e altri problemi. «L’aumento delle accise si somma alla diminuzione della velocità da 90 a 80 chilometri orari sulle strade statali, all'incremento dei radar e quindi delle multe, all'inasprimento dei requisiti per i collaudi, agli aumenti dei pedaggi», ha tuonato su Facebook invitando i suoi compatrioti alla protesta, con un ulteriore attacco al governo: «Cosa fate di tutto questo denaro a parte comprare stoviglie di porcellana e fare costruire una piscina?». E sulla transizione ecologica, Jacline non ha dubbi: «Ci avete venduto i vostri diesel raccontandoci che erano più ecologici. Oggi ci dite che vi danno fastidio e dobbiamo cambiarli con il vostro mini-bonus? Quando finirà la vostra caccia all'automobilista?».

Jacline Mouraud, 51 anni, ha lanciato la protesta dei gilet gialli con un suo video su Facebook.

LE MINACCE DI MORTE DA PARTE DEI CASSEUR

È sotto la sua guida che i gilet gialli hanno organizzato la loro protesta che sta interessando l'intera Francia. Gli ultimi scontri del primo dicembre sono stati particolarmente violenti, gettando il Paese nel caos. Soprattutto a Parigi, dove i manifestanti si sono accaniti anche sui simboli della patria come le statue della Marianna. Mentre ad Arles un automobolista è rimasto ucciso dopo un tamponamento causato da un blocco stradale organizzato dai gilet gialli. Mouraud si è dissociata dagli episodi di violenza, rivelando di aver ricevuto minacce di morte proprio dai manifestanti che lei stessa ha contribuito a riunire. Il motivo è la sua futura partecipazione a un incontro organizzato dal premier Edouard Philippe che ha proposto un negoziato per uscire dalla crisi. «Riceviamo telefonate in piena notte, frasi come 'sappiamo dove abiti, non ne hai più per molto'», ha raccontato. «Altri si sono sentiti minacciare i figli. È chiaro che questa gente non vuole alcuna soluzione al conflitto, vogliono solo fare casino. Un gruppo impone la sua piccola dittatura e tutti gli altri obbediscono. Non esiste che io protegga dei ragazzini anarchici, manipolati e irresponsabili che vogliono andare ancora una volta a sfasciare tutto». Mouraud però tira dritto: «Il futuro del movimento sarà determinato dalle intenzioni del governo nei confronti del popolo. Sono loro che devono smorzare la situazione», ha aggiunto.

CHLOÉ TESSIER, LA MEDIATRICE DELLA NORMANDIA

Accanto all'icona del movimento dei gilet gialli si è schierata anche Chloé Tessier, un'altra portavoce non ufficiale dei manifestanti. Ventotto anni, insegnante di equitazione ma attualmente disoccupata, è diventata un punto di riferimento per i protestanti a Caen, cittadina della Normandia. Ed è lei che ha cercato di sedare gli animi, sempre sabato scorso, delle 1.500 persone riunite nella piazza del teatro della città.

Chloé Tessier, la portavoce non ufficiale dei gilet gialli a Caen, in Normandia.

La donna ha sottolineato che le tensioni non indicano una frattura all'interno del movimento ma solo tanta rabbia. «Siamo tutti d'accordo sulla sostanza, ma non sulla forma. Alcune persone si sentono così umiliate dallo Stato che non le ascolta, che hanno bisogno di un capro espiatorio», ha spiegato. Anche lei ha ricevuto minacce di morte, ma si sente tranquilla e alla stampa ha dichiarato che il suo status di portavoce non la separerà dai manifestanti. «Dobbiamo agire con calma, senza eccessi», ha risposto a chi su Facebook le contestava di aver avviato contatti con il governo. Dal canto suo Chloé ha le idee chiare: «Sono pronta a incontrare chiunque e non rinuncio alla mia battaglia».

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