30 Novembre Nov 2018 1716 30 novembre 2018

Il Tribunale di Matera affida la casa di una coppia separata al figlio

Con una sentenza storica un giudice ha assegnato la proprietà di famiglia al figlio minorenne anziché alla madre o al padre, anticipando il ddl Pillon.

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Il senatore leghista Simone Pillon voleva la bigenitorialità perfetta, proposta dal suo decreto? E il Tribunale di Matera lo ha accontentato con una sentenza mai sentita prima: il giudice Giorgio Pica, infatti, pronunciandosi su una separazione consensuale, ha assegnato la casa di famiglia al figlio minorenne. È lui, in questo modo, il 'padrone di casa', mentre i genitori si dovranno alternare nel domicilio con una frequenza settimanale. Un verdetto storico che ha annullato, inoltre, l'assegno di mantenimento che di norma uno dei coniugi versa all'altro. Sia la madre che al padre, che hanno redditi equivalenti, devono provvedere ai bisogni del figlio nella loro settimana di competenza. «È una decisione straordinaria», ha detto l'avvocato Luciano Vinci. «Dopo la separazione non ci sarà un genitore prevalente sull'altro, anche perché i tempi di frequentazione saranno assolutamente paritetici». Il Tribunale di Matera ha, in un certo qual modo, anticipato il disegno di legge Pillon che mira a ottenere stessi diritti e stessi doveri per entrambi i genitori, ispirata alla legge francese del 2006 che regolamenta i divorzi. La proposta ha però fatto molto discutere perché di fatto annullerebbe molte prerogative faticosamente guadagnate dalle donne nel corso della storia, come la possibilità di tutelare i figli dai mariti violenti. Il Parlamento ha cercato, durante le scorse legislature, di risolvere i tanti conflitti in materia di diritto di famiglia. La commissione Giustizia della Camera, presieduta da Donatella Ferranti, ha svolto un'indagine conoscitiva nell’ambito dell’esame di una proposta di legge bipartisan (ma priva di un consenso unanime da parte di tutte le forze politiche) per l’introduzione dei patti prematrimoniali nel nostro codice. Con il ddl Pillon, invece, si va in un'altra strada, molto più maschilista e prevaricatrice.

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