29 Novembre Nov 2018 1539 29 novembre 2018

Chi è Salome Zurabishvili, la prima presidente donna della Georgia

L'ultimo capo di Stato a essere votato dai cittadini del Paese è una diplomatica che ha vinto con il 59,52 % delle preferenze. Il suo ruolo però è puramente di rappresentanza. 

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La Georgia ha la sua prima presidente della Repubblica donna. È Salome Zurabishvili, 66 anni, che ha ottenuto l’incarico, nell’ultimo ballottaggio, con il 59,52% dei voti, mentre il suo sfidante, Grigol Vashadze, che era appoggiato da un’allenza di 11 partiti, si è fermato al 40,48%.

UNA DONNA DIVISA TRA LA GEORGIA E IL MONDO

Zurabishvili è nata nel 1952 a Parigi - città dove si era rifugiata la sua famiglia nel 1921 per sfuggire all’occupazione sovietica del 1921 – e ha frequentato il prestigioso Institut d’Etudes Politiques, trasferendosi poi a New York, nel 1972, per iniziare un master alla Columbia University. Dopo gli studi, la donna ha iniziato la sua attività di ambasciatrice per le Nazioni Unite a Roma, Bruxelles e Washington. Nel 1986 ha visitato per la prima volta la sua patria d’origine, decidendo di occuparsene a livello politico. Nel 2003 ha ottenuto la cittadinanza georgiana e l’anno successivo è iniziata la sua attività in Parlamento con la nomina a ministro degli Esteri, incarico che ha ricoperto fino al 2005. Nel 2010 ha abbandonato temporaneamente il Paese per la nomina di coordinatrice del gruppo di esperti Onu sull'Iran. Tornata in Georgia, si è candidata alla presidenza nel 2013, ma la sua richiesta non è stata accettata dalla Commissione elettorale centrale a causa della doppia cittadinanza (georgiana e francese). All’ultimo voto, quello della sua vittoria, Zurabishvili era sostenuta dal partito attualmente al governo, Sogno georgiano, fondato dal miliardario Bidzina Ivanishvili (inserito nella classifica Forbes degli uomini più danarosi del mondo), l’uomo più ricco del Paese.

UN RUOLO IMPORTANTE, MA MARGINALE

Salome Zurabishvili è l’ultimo presidente georgiano ad essere votato dai cittadini. La riforma costituzionale del 2017, infatti, stabilisce che i prossimi capi di Stato siano eletti dal Parlamento. Per questo motivo il ruolo della donna, la cui nomina ufficiale è in calendario per il 16 dicembre 2018, diventa di semplice rappresentanza e onorifico. Nonostante questo, lei ha promesso di dare comunque il suo parere, restando super partes e rispettando il suo mandato. Tuttavia, in molti si aspettano un intervento più incisivo in politica estera, dove la sua posizione è orientata verso il ramo europeista senza però creare contrasti con la vicina Russia. «La nostra scelta è una Georgia pacifica, uno Stato unito e cittadini uguali», ha detto nel suo primo discorso dopo gli exit poll. «Vogliamo dialogare con quelle parti della società che oggi non hanno votato per me e che non sono d'accordo con noi. Ma facciamo tutti parte di questo Paese».

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