28 Novembre Nov 2018 1516 28 novembre 2018

Quasi una 40enne su quattro rischia di restare senza figli

Secondo l'Istat il numero medio di figli per donna è sceso a 1,32 nel 2017. Calano anche i nati con almeno un genitore straniero: per la prima volta dal 2008 sono meno di 100 mila.

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Istat Donne Senza Figli

Il 22% delle attuali donne 40enni, alla fine del loro ciclo di vita riproduttiva, potrebbe rimanere senza figli. Una percentuale doppia rispetto all'11,1% della generazione delle loro mamme, nate nel 1950. Il dato è contenuto nel nuovo rapporto Istat sulla natalità e fecondità della popolazione residente in Italia, ed è riferito al 2017.

L'ETÀ MEDIA DELLE DONNE AL PARTO È ARRIVATA A 31,9 ANNI

Continua ad alzarsi, invece, l’età media delle donne che partoriscono. Rispetto al 1995 è aumentata di oltre due anni, arrivando a 31,9 anni. In misura ancora più marcata è cresciuta anche l’età media alla nascita del primo figlio, che si attesta a 31,1 anni, tre in più rispetto al 1995. Inoltre, il numero medio di figli per donna decresce senza soluzione di continuità. Si va dai 2,5 figli delle nate nei primissimi Anni 20 ai due figli delle generazioni dell'immediato secondo Dopoguerra (anni 1945-1949), fino a raggiungere il livello stimato di 1,44 figli per le attuali 40enni, nate nel 1977.

Natalità e fecondità della popolazione residente in Italia, anno 2017 (fonte: Istat).

I NUOVI NATI SONO QUASI 120 MILA IN MENO RISPETTO AL 2008

L'Istat ha certificato inoltre che nel 2017 sono stati iscritti all'anagrafe 458.151 nuovi nati, oltre 15 mila in meno rispetto al 2016. Nell'arco di tre anni, dal 2014 al 2017, le nascite sono calate di circa 45 mila unità e sono quasi 120 mila in meno rispetto al 2008. Il calo dei nati è particolarmente accentuato per le coppie di genitori entrambi italiani, che scendono a 358.940 nel 2017 (14 mila in meno rispetto al 2016 e oltre 121 mila in meno rispetto al 2008). Ma diminuiscono anche i nati con almeno un genitore straniero, che per la prima volta dal 2008 sono scesi sotto i 100 mila, pari al 21,7% del totale dei nati. Sono 8 mila in meno dal 2012 al 2017 e mille in meno solo nell'ultimo anno. Mentre i nati da genitori entrambi stranieri sono calati a 67.933.

IL CALO DELLA NATALITÀ È DIVENTATO STRUTTURALE DOPO IL 2008

La fase di calo della natalità innescata dalla crisi economica sembra quindi aver assunto caratteristiche strutturali. La diminuzione della popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni, pari a circa 900 mila donne in meno, osservata tra il 2008 e il 2017, spiega quasi i tre quarti della differenza delle nascite che si è verificata nello stesso periodo. Per il resto il fenomeno dipende dai livelli di fecondità sempre più bassi. Nel 2017 il numero medio di figli per donna è sceso a 1,32 (contro 1,46 del 2010). Le donne italiane hanno in media 1,24 figli (1,34 nel 2010), le cittadine straniere residenti 1,98 (2,43 nel 2010). La riduzione del numero medio di primi figli per donna tra il 2010 e il 2017 è responsabile per il 68% del calo complessivo della fecondità delle donne italiane. A detenere il primato della fecondità resta sempre la provincia di Bolzano, seguita da Trento.

FRANCESCO E SOFIA I NOMI PREFERITI DAI NEO GENITORI

Le cittadine straniere residenti, che finora hanno riempito i vuoti di popolazione, stanno a loro volta invecchiando. In Italia, inoltre, sono sempre più rappresentate le comunità straniere caratterizzate da un progetto migratorio in cui le donne lavorano e mostrano minori livelli di fecondità in Italia. È il caso delle donne ucraine, moldave, filippine, peruviane ed ecuadoriane che hanno alti tassi di occupazione, principalmente nei servizi alle famiglie. Infine, per quanto riguarda i nomi, Francesco e Sofia continuano a essere quelli preferiti dai neo genitori. Il secondo nome più quotato per i maschietti è Leonardo, seguito da Alessandro. Mentre per le bambine, oltre a Sofia, sul podio ci sono Giulia e Aurora.

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