27 Novembre Nov 2018 1329 27 novembre 2018

Una Bibbia delle donne riscopre il femminismo delle Scritture

In Svizzera è stato pubblicato un libro che riporta l'attenzione sui personaggi femminili dei testi sacri. Figure che, dopo un'attenta analisi risultano, forti e coraggiose, non solo sottomesse. 

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C’è Debora, profetessa e unica donna nel gruppo dei giudici biblici; c’è Racab, una prostituta di Gerico che nasconde in casa un gruppo di esploratori ebrei per salvarli dal suo re, che vuole imprigionarli; c’è la samaritana sconosciuta che offre da bere a Gesù e si ferma ad ascoltarlo. Sono tante le donne che compaiono nella Bibbia ma che spesso passano in secondo piano, ‘offuscate’ dai personaggi maschili che hanno più rilevanza. A ridare luce a questi personaggi ci hanno pensato 20 teologhe protestanti e cattoliche, che hanno riletto la Bibbia in chiave femminista. Mostrando che, se Dio non è donna, delle donne si è pur sempre circondato dando loro una grande importanza. Il risultato della revisione è un libro, Une Bible des femmes (Una Bibbia delle donne), curato da Pierrette Daviau, Elisabeth Parmentier e Lauriane Savoy, pubblicato a ottobre 2018 dalla casa editrice svizzera Labor et Fides. Sono state Parmentier e Savoy, insegnanti di teologia a Ginevra, a lanciare lo studio, coinvolgendo le altre colleghe. Un lavoro che ha messo in contatto donne di estrazione, età e provenienza geografica diverse, dalla Francia al Canada, creando così una fitta rete di dialogo e scambi di opinione.

RILEGGERE LA BIBBIA CON PERSPICACIA E RIBELLIONE

«Abbiamo scoperto che c'era molta ignoranza dei testi biblicI. Molte persone non li conoscono più o pensano che siano completamente fuori moda, non adeguati ai valori contemporanei dell'uguaglianza e della parità. Ma in realtà non è così, i valori femministi e la lettura della Bibbia non sono incompatibili», ha spiegato Lauriane Savoy. Un'opinione che le autrici condividono con altre studiose di altre religioni, come le donne islamiche del movimento Musawah, che hanno riletto il Corano slegandolo dal'ottica maschilista. Il problema, ha sottolineato la curatrice, riguarda - come spesso accade - il momento dell’interpretazione. «Non è un testo monolitico. È composto da numerosi libri, scritti in epoche diverse e di generi diversi, e comunque è piena di contraddizioni. I testi vanno letti criticamente».

QUELLE DONNE FORTI E CORAGGIOSE

Tra i numerosi attacchi che la religione cristiana e la Bibbia hanno ricevuto nel corso degli secoli, sicuramente uno dei più importanti riguarda la considerazione delle figure femminili. «Esistono numerosi passaggi in cui la donna viene denigrata, ma anche tanti altri che dicono cose diametralmente opposte, che parlano della loro liberazione», hanno sottolineato Savoy e Parmentier riportando qualche esempio dal loro libro. Nel Nuovo Testamento, precisamente nel Vangelo di Luca, compaiono Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, che ospitano in casa Gesù. «Nel brano c’è scritto che la prima ‘rende il suo servizio’ e abbiamo sempre pensato che la donna avesse servito i pasti, ma la parola greca diakonia può avere anche altri significati, ad esempio potrebbe indicare che lei forse era un diacono». Ancora, nella Prima lettera di Pietro, l’apostolo scrive che le mogli devono essere sottomesse ai mariti. Ma ci si dimentica sempre di continuare la lettura del testo, dove l’uomo esorta i mariti a amare le loro consorti. «Questa dichiarazione di Pietro va vista come una forte presa di posizione in contrasto al clima patriarcale dell’epoca». Come dimenticare, poi, le donne più importanti nella vita di Gesù, Maria di Nazareth, sua madre, e Maria Maddalena, la donna da lui salvata. Quest’ultima «resta con il Messia anche quando sta per morire sulla croce, mentre tutti i discepoli maschi hanno paura. È lei che si reca per prima al sepolcro e scopre la resurrezione, è un personaggio fondamentale. Ma la si ricorda, e la si rappresenta, solo come una prostituta». Maria, la Madonna, è colei che più di tutte mostra come Dio non abbia pregiudizi verso le donne: è proprio a una donna che affida la sua incarnazione. «Esistono libri della Bibbia in cui si parla della ‘Saggezza’, con la S maiuscola, che è una figura femminile. Oppure della metafora di Dio come una chioccia che protegge i suoi pulcini, insomma, non esiste solo il trio maschile della trinità, Padre, figlio e Spirito santo».

UNA BIBBIA PER TUTTI

La speranza delle autrici è che il loro libro sia letto non solo dalle donne, ma anche, e soprattutto, dagli uomini. «Non è un lavoro di donne per donne». Un’opera che potrebbe servire alla religione, non solo cristiana, a rivalutare tutte le Sacre Scritture rinterpretandole in un’ottica di parità e uguaglianza. «Abbiamo subito le letture patriarcali dei testi biblici, e per secoli abbiamo letto testi che occultavano le grandi eroine della Bibbia, o che valorizzavano come donna soltanto Maria, la genitrice di Gesù, come vergine e madre insieme, un modello impossibile da raggiungere. Per non parlare di Eva, colpevole di aver rovinato l’umanità. Insomma, nella storia sono state le stesse donne ad essere vittime di questi approcci che giustificavano la supremazia dell’uomo tentando di imporrci un ruolo assai limitato. La nostra idea è quella di rompere con questi clichés».

I PRECEDENTI

Per Une Bible des femmes le autrici si sono ispirate alla Woman's Bible, scritta nel 1898 dalla suffragetta statunitense Elisabeth Cady Stanton e da un comitato di 26 donne. Un testo controverso per l’epoca in cui apparve, ma che diventò ben presto uno dei libri più venduti negli Stati Uniti perché, per la prima volta, le donne osavano ‘sfidare’ il patriarcato mettendo in discussione gli insegnamenti religiosi che venivano impartiti nei luoghi di culto e nel catechismo. L’idea iniziale delle curatrici era appunto quella di tradurre quell'opera. «Rileggendola, però, ci siamo dette che nel frattempo erano state elaborate delle nuove teologie dalle quali non potevamo prescindere. Soprattutto nella seconda parte del XX secolo, specialmente da teologhe femministe, e quindi limitarci a tradurre la versione inglese sarebbe stato un vero peccato».

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