26 Novembre Nov 2018 1718 26 novembre 2018

Omicidio di Pamela Mastropietro, no al rito abbreviato per Innocent Oseghale

Il gup ha negato al pusher nigeriano la possibilità di ottenere uno sconto di pena. Il presunto assassino scrive una lettera ai famigliari, ma la madre della 18enne romana risponde: «Sono una presa in giro».

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Omicidio Pamela Mastropietro Rito Abbreviato

Niente rito abbreviato per Innocent Oseghale, il pusher nigeriano accusato di avere ucciso e fatto a pezzi Pamela Matropietro. Il gup Claudio Bonifazi ha infatti respinto la richiesta della difesa, negando quindi un eventuale sconto di pena, rinviando l'imputato al processo in Assise che si aprirà il 13 febbraio 2019. Il richiesta di rito abbreviato era stata condizionata dai legali di Oseghale, gli avv. Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, al deposito di alcune perizie medico-legali di parte e all'audizione di un testimone, un detenuto che aveva raccolto le confidenze del nigeriano. Anche la Procura aveva condizionato l'abbreviato al deposito di altre perizie e all'audizione di un altro detenuto, un collaboratore di giustizia, con cui Oseghale avrebbe ammesso di avere ucciso Pamela.

IL PROCURATORE: «SARÀ UN PROCESSO LUNGO»

«Spiace che non sia stata accolta la richiesta di rito abbreviato, concordata con la difesa, perché quello in Assise sarà un processo che si protrarrà nel tempo, con 50 testimoni da sentire».È stato il commento del procuratore di Macerata Giovanni Giorgio, al termine dell'udienza davanti al gup. «Faremo di tutto per ridurre il procedimento al tempo strettamente necessario», ha aggiunto, «mediante un 'patteggiamento' sulle prove, dando spazio al giusto contraddittorio con la partecipazione di consulenti e periti». Il dibattimento del 26, accompagnato da una manifestazione fuori dal Tribunale di Macerata con urla e striscioni contro Oseghale, «è stato sereno».

OSEGHALE SCRIVE UNA LETTERA DI SCUSE ALLA FAMIGLIA

Innocent Oseghale, durante l'udienza preliminare, ha letto una lettera in inglese in cui ha chiesto scusa ai familiari della 18 enne romana ribadendo la sua versione dei fatti, cioè di avere fatto a pezzi il corpo di Pamela, poi chiuso in due trolley e abbandonato nelle campagne di Pollenza, dopo che la ragazza era morta per overdose di eroina nel suo appartamento, in via Spalato il 30 gennaio scorso.

LA RABBIA DELLA MADRE: «LE SCUSE? SONO UNA PRESA IN GIRO»

«Ho incontrato lo sguardo di Oseghale e lui ha abbassato gli occhi. Le sue scuse per me sono una presa in giro», ha detto la madre di Pamela, Alessandra Verni, dopo l'udienza preliminare a Macerata. Il legale della famiglia e zio della ragazza, Marco Valerio Verni spera invece che dal dibattimento possano venire fuori ulteriori elementi di indagine: «Oseghale non può avere fatto tutto da solo».

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