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26 Novembre Nov 2018 1942 26 novembre 2018

Contro Podestà è nato l'hashtag #losapevanotutti

Dopo la denuncia di Federico Fiumani, continuano a moltiplicarsi le testimonianze di donne contro l'organizzatore di eventi, anche sull'onda dell'iniziativa social lanciata dal sito Bossy.

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Emanuele Podesta Federico Fiumani Hashtag

«Qualcosa si muove», ha riassunto così Federico Fiumani, in tre parole, la rivoluzione che ha scatenato via social denunciando pubblicamente le presunte molestie perpetrate ai danni di giovani donne da parte di Emanuele Podestà, organizzatore di eventi genovese, noto in particolare per il Festival Supernova in cui in passato hanno partecipato musicisti di fama internazionale. Si sono moltiplicate, infatti, nelle ore successive al post del cantante dei Diaframma, testimonianze e segnalazioni contro l'uomo (qui per le parole di Giulia, una scrittrice che ha parlato di «contratti suggellati con un bel 69») anche grazie all'iniziativa lanciata da Bossy, il sito che si occupa di discriminazione e disuguaglianza, guidato da Carlotta Vagnoli, blogger tra le prime ad aver fatto il nome di quello che è stato ribattezzato dai media «il nuovo Harvey Weinstein» dell'indie italiano: «Sono stata contattata da almeno 60 ragazze in meno di 24 ore», ha raccontato al Secolo XIX . «Speriamo che con il nostro aiuto si riesca a fare una “class action"». Il portale web ha infatti creato una casella di posta elettronica apposita: losapevanotutti@gmail.com per raccogliere le testimonianze delle donne molestate, e fornire loro assistenza legale gratuita attraverso un team di avvocati. In concomitanza a questo, anche la creazione dell'hashtag #losapevanotutti, creato per riunire tutte le storie sotto un unico grande canale di denuncia corale.

CONCERTI ANNULLATI

L'hashtag è diventato subito popolare su Twitter con gli utenti che hanno iniziato ad utilizzarlo per commentare la vicenda. Nel frattempo sono stati molti gli esponenti della musica indie (e non) che hanno annullato eventi e concerti programmati da tempo con Podestà. È il caso, per esempio, di Bianco, cantautore torinese che avrebbe dovuto suonare a Genova il 23 novembre scorso, e che su Facebook ha annunciato che «vista la spiacevole situazione che si è venuta a creare in questi giorni, abbiamo deciso di annullare la data al teatro Bloser. Non ci sentiamo di affrontare lo spettacolo, che parla di amore, di rispetto, di amicizia, nelle condizioni di poca luce dettate da questa vicenda. Ci asteniamo da ogni sorta di giudizio e attendiamo che si faccia chiarezza nelle sedi più opportune».

Vista la spiacevole situazione che si è venuta a creare in questi giorni, abbiamo deciso di annullare la data di Venerdì...

Geplaatst door Bianco op Woensdag 21 november 2018

Ad aggiungersi all'elenco anche Vasco Brondi, autore del progetto Le luci della centrale elettrica che ha dichiarato: «Vista la difficile e poco chiara situazione che si è venuta a creare in questi giorni, di cui non eravamo a conoscenza e rispetto alla quale attendiamo che si faccia chiarezza nelle sedi opportune, il nostro concerto in programma al Teatro della Corte di Genova sabato 15 dicembre sarà interamente ri-organizzato e prodotto dall’agenzia International Music & Arts, in collaborazione con il teatro stesso. Nessun altro soggetto sarà coinvolto nell’organizzazione e nella produzione della data».

Vista la difficile e poco chiara situazione che si è venuta a creare in questi giorni, di cui non eravamo a conoscenza e...

Geplaatst door Vasco Brondi op Donderdag 22 november 2018

Max Collini, cantante degli Offlaga Disco Pax, altro gruppo del panorama indie italiano, ha condiviso il post pubblicato da Emiliano Colasanti, fondatore dell’etichetta indipendente 42Record, la stessa di Cosmo e Colapesce che nel 2017 avevano disertato il festival dopo essere venuti a conoscenza della condotta di Podestà: «Circa quattro anni fa ho fatto la stessa cosa che ha fatto Emiliano di recente. Ho alzato il telefono dopo aver saputo cose orribili da persone che reputo affidabili e ho chiesto spiegazioni direttamente all'interessato, uno che mi era sempre sembrato un bravo promoter, nei miei riguardi sempre corretto», ha scritto Collini, «Non lo riconoscevo in quello che mi veniva raccontato, ma davanti al suo atteggiamento sprezzante in cui sembrava che la cosa non lo riguardasse ho chiuso ogni rapporto umano e professionale e io e Jukka Reverberi (voce dei Giardini di Mirò, ndr) abbiamo comunicato alla nostra agenzia di booking che non intendevamo avere più nulla a che fare con questo soggetto e che se l'unico modo di suonare a Genova era passare dalle sue strutture/eventi/organizzazioni semplicemente non avremmo suonato qui, come è poi avvenuto per diverso tempo».

Circa quattro anni fa ho fatto la stessa cosa che ha fatto Emiliano Colasanti più di recente. Ho alzato il telefono dopo...

Geplaatst door Max Collini op Woensdag 21 november 2018

GLI ACCOUNT DISATTIVATI

Emanuele Podestà, per il momento, non si è espresso. Dai social network sono inoltre spariti pagine, profili e account riconducibili a lui, come anche i contatti dal sito della casa editrice (dove restano soltanto le locandine dei concerti in programma). Anche se, online, tutte le piste continuano a portare al suo nome.

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