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23 Novembre Nov 2018 2032 23 novembre 2018

Chi è Giulia, la ragazza che accusa Emanuele Podestà di molestie

Il sito Noisey.com ha intervistato la giovane scrittrice a cui il proprietario della casa editrice Habanero promise la pubblicazione di un libro in cambio di sesso. 

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Il 21 novembre scorso LetteraDonna ha parlato del caso di molestie sollevato da Federico Fiumani. Il cantante dei Diaframma ha accusato di violenze l’organizzatore del festival Supernova, Emanuele Podestà, scoperchiando un vaso di Pandora tra artisti e addetti ai lavori. Non soltanto del mondo della musica. Podestà, infatti, è anche fondatore e proprietario della casa editrice Habanero Edizioni. Perché è importante? Perché il sito Noysey.com ha pubblicato in esclusiva l'intervista a Giulia, una giovane scrittrice che aveva denunciato molto prima del cantante le molestie dell'organizzatore di eventi. A qualche mese fa, infatti, risale la pubblicazione di diversi screenshot su Facebook, ovviamente sotto falso nome, contenenti i messaggi scambiati tra lei e Podestà nell'agosto 2016.

A 20 anni Giulia aveva iniziato a scrivere un libro. Sotto consiglio della sua migliore amica, che viveva a Genova, città in cui ha sede la casa editrice, decise di mandare i manoscritti agli uffici di Habanero. La risposta, racconta Giulia, le arrivò dallo stesso Podestà, da subito mostratosi molto interessato al suo lavoro: «La prima cosa che Emanuele fece fu chiamarmi. Iniziammo a parlare, mi chiese quanti anni avessi. Io gli chiesi di incontrarci nel suo ufficio. Lui mi rispose che non era possibile, dicendo che in quel momento stavano traslocando». I due intanto si aggiunsero sui social e, dopo uno scambio reciproco di like e commenti, cominciarono a parlare in privato. L'uomo chiese alla ragazza un incontro a Torino, in occasione del Festival musicale TOdays, «per stringerci la mano». Al consenso della ragazza, rispose in maniera ambigua dicendo che «non sapeva se ci sarebbe stata». Fino ad arrivare al punto in cui, prosegue Giulia, Podestà le chiese di fargli del sesso orale per poi scusarsi il giorno dopo dicendo che aveva bevuto.

LE "CONDIZIONI" DEL CONTRATTO

Dopo l'incontro di Torino, Giulia ricevette da Podestà un'offerta di contratto, da discutere insieme dal vivo. La ragazza chiese al fratello più grande di accompagnarla. «Ricordo che mio fratello si è innervosito perché Emanuele non voleva aggiungere delle cose nel contratto e che senza quelle aggiunte non sarebbe stato legale». A incontro finito, racconta Giulia, Podestà le propose, via mail, la firma in cambio di un’esplicita pratica sessuale: «Ci sono due modi di chiudere un contratto: o lo firmiamo o lo firmiamo e suggelliamo la nostra alleanza con un bel 69», le parole dell’uomo, che fece marcia indietro in seguito al rifiuto della giovane.

«SE NON COMBATTO IO LE MIE BATTAGLIE...»

Giulia rimase in silenzio, senza dire niente a nessuno, per sei mesi. Un giorno provò a parlarne con Alessandra Perna dei Luminal, che aveva pubblicato un libro proprio con la casa editrice Habanero: «Le mandai pezzi delle conversazioni. Lei mi disse che sapeva di altre ragazze a cui era successa la stessa cosa, che a lei non era successo e cambiò discorso». Fu soltanto grazie all'aiuto degli amici che Giulia riuscì ad abbattere quel velo di omertà che l'aveva costretta al silenzio: «A un certo punto a luglio mi sono svegliata e ho pensato, "Se non combatto io le mie battaglie non le combatte nessuno". E ho pubblicato parte degli screenshot, che ora sono lì». Da lì, per la ragazza, è stato come scoperchiare un vaso di pandora: «Tutti mi raccontavano di cose successe ad amiche, ragazze ed ex ragazze. Mi parlavano di stalking e messaggi spinti». Il suo post cominciò a essere una cassa di risonanza, il cuo eco ora è arrivato fino al cantante dei Diaframma. «La mia storia, senza Fiumani, non sarebbe mai emersa. Ed è interessante che l'ha fatta emergere un uomo di potere. Io ne avevo parlato da sola ma nessuno se ne era interessato a livello mediatico».

NO A UNA GOGNA MEDIATICA

È importante però non ridurre questa storia a un altro episodio di gogna mediatica. Per Giulia questa è una battaglia personale, la sua. E riguardo alle accuse mosse da Fiumani nei confronti di Podestà, tiene a sottolineare che «è un problema se si auspica il carcere, la violenza contro questa persona. Sono cose che a livello pratico non puoi dire. Magari è tutto vero, forse le accuse sono romanzate, però ci devono essere dei dati e delle prove. Conversazioni, denunce. Sennò stiamo facendo una gogna mediatica».

LA RIMOZIONE DEGLI SCREENSHOT

Ad oggi, 23 novembre 2018, non risulta esserci più traccia degli screenshot pubblicati nei mesi scorsi dalla ragazza, la quale ha rotto il silenzio con un lungo post Facebook di cui riportiamo alcuni stralci: «Vedo la mia storia sulla bocca di tutti per cinque minuti di fama. Ho visto e sentito giornalisti e persone assicurarsi il gossip quotidiano senza però tutelare nessuno. Io, in questa situazione, sento che la mia psiche e la mia tranquillità non è tutelata». Questo è il motivo che avrebbe portato la giovane a far sparire dalla circolazione i post, che aggiunge anche «Non è con la gogna mediatica che si cambia il mondo, ma è con i fatti, non è con la condivisione di un post sui social che aiuti delle ragazze, non è parlando più con i giornalisti che con gli avvocati che aiuti alla causa. Io non volevo primeggiare, non me ne fregava assolutamente nulla del gossip, perché se volevo marciarci e lucrarci sopra l’avrei fatto e potuto fare tranquillamente. La verità è che questa persona, di cui io non ho paura e che però mi ha fatto paura per due anni, Emanuele Podestà, ha tutti i miei dati e qualora volesse denunciarmi o farmi addirittura del male potrebbe farlo in qualsiasi momento».

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