22 Novembre Nov 2018 1933 22 novembre 2018

Alla Milano Music Week 2018 il tema portante è la Gender Equality

Non solo concerti per la seconda edizione dell'evento: nel palinsesto anche Linecheck, un festival dedicato al ruolo delle donne nel mondo dell’industria discografica.

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Milano Music Week 2018 Gender Equality

Non soltanto concerti e musica dal vivo in programma alla Milano Music Week 2018: la seconda edizione della manifestazione (che nel 2017 ha visto la partecipazione di oltre 40mila persone) ha in programma una settimana di showcase, incontri e workshop. Il quartier generale è sempre la giovane e dinamica cornice del Base che dal 22 al 24 novembre 2018 ospita anche la quarta edizione di Linecheck Music Meeting and Festival, il palinsesto di eventi dedicato agli appassionati che desiderano lavorare nel mondo della musica. Il tema portante dell’edizione 2018 è la Gender Equality del settore, ossia il ruolo delle donne nel mondo dell’industria discografica, ancor oggi fortemente vincolato da logiche sessiste e discriminatorie.

OBIETTIVI PER LA PARITÀ DI GENERE

Il tema è stato dibattuto con esponenti di primo piano come Georgia Taglietti (Head of communication di Sonar Festival) e Vanessa Reed (CEO di PRS Foundation), entrambe impegnate in iniziative per la parità di genere. La prima si occupa del network She Said So e quindi delle oltre 10 mila professioniste dell'industria che hanno aderito supportandole nell'abbattimento di ogni forma di stereotipo di genere che impedisce loro l'ingresso nel settore. La seconda invece fa parte di Keychange che si prefigge entro il 2022 l'obiettivo di avere lineup ugualmente ripartite tra uomini e donne nei festival europei.

I DATI SULLE INCISIONI

Ad aprire l'incontro, però, è stato il desolante quadro sulla presenza di donne nelle incisioni, come featured artist o come musicista non accreditata. A presentare i dati Maila Sansaini, direttrice generale del Nuovoimaie, che ha elencato i numeri rilevati dall'istituto in uno studio su oltre 765 mila produzioni. In Italia, su un campione di 389 mila brani, il numero di tracce contenenti voci femminili non arriva al 10%, in qualsiasi ruolo: una percentuale in linea con gli altri Paesi del mondo, Stati Uniti compresi, con l'eccezione di Canada e Svezia (oltre il 15%).

MANCANZA DI DONNE LEADER

Sansaini ha continuato dicendo: «Notiamo anche che, invecchiando, le donne smettono di lavorare, e in rapporto agli anni passati queste percentuali sono mutate di pochissimo, con l'eccezione delle musiciste, che sono un po' aumentate rispetto alle cantanti. Il gap è reale, se le perdiamo, perdiamo una ricchezza». Inoltre c'è mancanza di leadership al femminile, secondo Sara Andreani (Head of marketing and promotion di Warner Music Italy), e più in generale di modelli da seguire: «In studio, in tour, un'artista è sempre circondata da uomini», ha commentato Reed. «Bisogna cambiare le cose con loro. Arriveremo a un punto in cui non si potrà comunque fare altrimenti: ormai, quando un festival annuncia la lineup, se è sbilanciata sugli uomini, viene investita di critiche sui social, come è successo ieri con l'annuncio di Leeds/Reading».

PER ANNALISA CI VUOLE GIOCO DI SQUADRA

Ospite dell'evento anche la cantante Annalisa, accompagnata dalla manager Sunshine Pegoiani e da Sara Andreoni, responsabile marketing e promozione di Warner Music Italy, che in un'intervista ha detto: «Il video di Bye Bye con la marcia delle ragazze vuole dare idea della forza che possiamo avere quando facciamo squadra. Nella mia esperienza non è successo, ma mi accorgo che non sempre c'è solidarietà tra le donne». La cantante ha spiegato che, però, proprio la collaborazione con una manager l'ha aiutata: «Sunny (la sua agente Sunshine, ndr) vede di più certe cose e mi può consigliare meglio in quanto donna». Per Andreoni bisogna considerare il valore delle professioniste nell'industria: «Il problema è che si sottostimano le nostre competenze, spesso volutamente ignorate o boicottate». Una sensazione confermata dalla stessa Pegoiani: «Capita che, se sono con un artista e con un altro uomo, un interlocutore si rivolga a lui anziché a me, credendolo il manager. Ma bisogna ricordare che le donne nell'industria musicale ci sono e vengono rispettate professionalmente».

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