22 Novembre Nov 2018 1751 22 novembre 2018

La battaglia della Casa delle Donne contro lo sfratto

ll Consorzio, che da 30 anni ha sede all'interno del complesso, ha depositato un ricorso al Tar contro la determina dirigenziale che sospende la concessione.

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Non si ferma la battaglia della Casa internazionale delle Donne contro la procedura di sfratto da parte del Comune di Roma. Il Consorzio, che da 30 anni ha sede all'interno del complesso denominato Buon Pastore in via della Lungara, ha depositato, il 29 ottobre 2018, un ricorso al Tar contro la determina dirigenziale che sospende la concessione a favore della Casa Internazionale delle donne delle porzioni dell'immobile in questione a causa di un mancato pagamento del canone per circa 830 mila euro. «La nostra non è una semplice concessione di immobile», ha spiegato la presidente Francesca Koch, «ma una concessione di servizi socialmente utili. Inoltre, ci occupiamo da 30 anni della manutenzione ordinaria e straordinaria del complesso del Buon Pastore».

UN VALORE CHE DEVE ESSERE RICONOSCIUTO

Le rappresentanti del consorzio hanno quantificato questo sforzo economico in circa 500 mila euro, cifra che, sostengono, dovrebbe essere scorporata dal debito. L'avvocato Giuliana Aliberti ha spiegato, durante la conferenza stampa del 22 novembre, di aver «depositato una perizia dalla quale si deduce che la Casa è un arricchimento per la vita della società e, visto che questo istituto deve essere destinato a fini sociali perché fa parte del patrimonio indisponibile del Comune di Roma, non si capisce perché non può essere destinato gratuitamente, la legge lo permetterebbe, alla Casa Internazionale delle donne». «Noi non vogliamo privilegi», ha spiegato Giulia Rodano del direttivo, «ma vorremmo fosse riconosciuto il valore di questa esperienza insostituibile». Contestualmente, è stata presentata la campagna di comunicazione web ideata per rilanciare il sostegno alla Casa che, giocando sull'ironia, punta su frasi come: «Le donne a casa. Sì, ma quale?», «Aiutiamole a casa loro. Si ma quale?», «Vogliono una casa chiusa». «Sabato saremo in piazza per la grande manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne», hanno spiegato le rappresentanti della Casa, ne mostrando il nuovo gadget e cioè un cappello rosso impermeabile.

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