15 Novembre Nov 2018 1922 15 novembre 2018

Violenza sulle donne, cosa dicono i dati della Rete D.i.Re

Sono 20.137 le donne aiutate nei Centri antiviolenza nel 2017. È italiano il 65% degli aggressori. E il sopruso più frequente è di tipo psicologico.

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Sono soprattutto italiani gli uomini che commettono violenze sulle donne, e quasi tutti hanno o hanno avuto un rapporto affettivo con la loro vittima. Lo ha mostrato la Rete dei Centri antiviolenza D.i.R.e, che ha presentato i dati riferiti al 2017 raccolti nei 78 centri che offrono assistenza alle donne in cerca di aiuto. Sono state ben 20.137 quelle accolte lo scorso anno: il 68% è di provenienza italiana, il 26% arriva da altri Paesi. E, come anticipato, è italiana la maggior parte degli uomini violenti, con una percentuale di 65%, mentre il 23% è di nazionalità straniera. Il maltrattante è quasi sempre il partner (56% circa dei casi) oppure l'ex partner (quasi il 20%). Infatti, la violenza non si ferma con la separazione fra coniugi o fidanzati, ma continua, diventando anche più frequente, o esplode proprio nel momento della rottura. le angherie più diffuse sono di tipo psicologico: far sentire la donna stupida, brutta, incapace è ancora il modo preferito dagli uomini per danneggiare l'autostima delle donne, nel 73,6% dei casi. Segue - con una percentuale del 62,1% - la violenza fisica, mentre la violenza sessuale e lo stalking riguardano percentuali più basse (13,5% e 16,1%, rispettivamente). La violenza economica viene esercitata su un numero di donne abbastanza elevato (30,7%). Durante la presentazione dei dati, i rappresentanti dei centri hanno ribadito l'urgenza di leggi più attente ai problemi delle vittime, che offrano vere tutele e che le protegga dai loro aguzzini: «A fronte di un aumento delle denunce corrisponde un taglio dei finanziamenti ai centri. La politica ha una grande responsabilità». presente anche l'ex presidente della Camera Laura Boldrini, che ha manifestato la sua vicinanza a tutte coloro che si ritrovano in queste situazioni: «Dal 1946 ad oggi non c'è mai stato un attacco così forte ai diritti delle donne. È arrivato il tempo di una nuova rivoluzione femminista», ha dichiarato.

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