14 Novembre Nov 2018 1800 14 novembre 2018 Aggiornato il 21 gennaio 2019

Chi è Kamala Harris, la senatrice che può puntare alla Casa Bianca

La parlamentare ha sciolto le riserve annunciando che intende correre alle primarie dem in vista delle Presidenziali del 2020. Chi è politica che si candida a raccogliere l'eredità di Obama.

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Kamala Harris Candidata

La corsa verso le presidenziali del 2020 si arricchisce di una nuova protagonista. Dopo Elizabeth Warren, Kirsten Gillibrand e Tulsi Gabbard, è arrivato anche il turno di Kamala Harris. La senatrice democratica ha sciolto la riserva e ha annunciato la sua candidatura per il voto del prossimo anno. Lo ha confermato lei stessa al programma della Abc Good Morning America, scendendo così in campo tra le file degli aspiranti democratici alla nomination per le presidenziali. Se dovesse arrivare alla Casa Bianca sarebbe la prima donna e la seconda persona afroamericana. L'annuncio ufficiale avverà il 27 gennaio a Oakland.

L'ONDA LUNGA DELLE MIDTERM

La candidatura di Harris si inserisce nella grande onda democratica vista durante le elezioni di metà mandato il 6 novembre scorso. Gli elettori democratici hanno scritto Chris Cillizza e Harry Enten sulla Cnn, vogliono volti nuovi, vogliono «fare la storia», Gli elettori, dalle primarie al voto, hanno selezionato una nuova classe politica fatta di donne. Hanno eletto le prime deputate musulmane, Rashida Tlaib e Ilhan Omar, ma anche delle native americane. Questa onda, dopo il Congresso, potrebbe ora puntare alla Casa Bianca. E unendo tutti questi puntiti si arriva proprio al nome della senatrice dem della California.

UNA LEADER GIOVANE PER LA CASA BIANCA

Harris, che attualmente sta portando avanti il suo primo mandato, è stata la prima afroamericana e prima indiano-americana a rappresentare il Golden State alla Camera alta del Congresso. E oggi una serie di fattori suggeriscono che potrebbe tentare l'ascesa verso la Casa Bianca. È relativamente giovane, 54 anni, è una donna, fa parte di una minoranza, e partirebbe da una posizione relativamente forte. La California è uno stato saldamente nelle mani dei democratici, e la presenza di miliardari vicino ai dem potrebbe fornire sostanziose donazioni per una campagna nazionale.

ANCORA MOLTO INDIETRO NEI SONDAGGI

Al momento i sondaggi sono ancora timidi. Secondo una rilevazione di Politico e Morning Consult del 7-9 novembre, Harris avrebbe solo il 4% delle preferenze, dietro all'altra possibile candidata Elizabeth Warren (5%) e a tre uomini (bianchi): Beto O'Rourke (8%), Bernie Sanders (19%) e l'ex vice di Obama, Joe Biden (26%). Pur essendo ancora troppo presto per avere nomi e candidature certe non è detto che l'ipotesi di una corsa per Harris sia da escludere. Lo stesso Biden ha fatto velatamente capire di stimare la senatrice con un appoggio indiretto. Intanto per le midterm Harris si è impegnata per sostenere tutti i colleghi di partito che si giocavano la rielezione al Senato raccogliendo circa 3 milioni di dollari.

BATTAGLIE CHE PIACCIONO ALLA BASE DEM

Le ragioni che spingo a ritenere la senatrice come una candidata credibile a fronteggiare Donald Trump affondano le radici nella sua storia politica e umana. Molti la ritengono adatta al ruolo per via del suo prevedente lavoro come procuratrice distrettuale di San Francisco, ma soprattutto come procuratore generale della California, incarico che ha ricoperto fino al 2016 quando ha conquistato il seggio al Senato. Ma allo stesso tempo le sue battaglie come senatrice incarnano la richiesta di cambiamento della base.

UNA PROGRESSISTA DI FERRO CONTRO IL TRUMPISMO

Le scelte politiche di Harris ne fanno una progressista di ferro. Si è espressa in favore dell'ambiente, ha cercato di limitare la lobby delle armi diventando una nemica dell'NRA, difeso strenuamente il diritto all'aborto che negli ultimi anni ha subito diversi colpi negli Usa, ma soprattutto si è esposta in favore delle minoranze e dei migranti. La sua ostilità nei confronti del presidente Trump e del muro con il Messico è stata esemplare. Il monto, e soprattutto l'opinione pubblica americana, l'ha vista in azione con domande molto dure durante l'audizione di conferma di Brett Kavanaugh alla Corte suprema.

IL RAZZISMO PATITO DA PICCOLA

A convincere gli elettori potrebbe essere anche la sua storia personale. Nata e cresciuta a San Francisco da una madre di origini indiane e un padre giamaicano, ha raccontato più di una volta di essere sempre stata coinvolta nelle battaglie per i diritti civili, e in passato di aver subito episodi di razzismo quando era piccola, quando i vicini non le permisero di giocare con gli altri bambini per il colore della pelle. Il suo è stato un percorso tutto sommato lineare, dalle scuole superiori alla laurea in giurisprudenza all'Hastings College, fino alle posizioni come viceprocuratore di Alameda e a primo procuratore donna di San Francisco, per poi prendersi la California e il Congresso. E forse la Casa Bianca nel 2020.

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