8 Novembre Nov 2018 1519 08 novembre 2018

Anche il Telefono Rosa si è schierato contro il ddl Pillon

In attesa delle proteste del 10 novembre, l'associazione nazionale che aiuta le vittime di violenza ha bocciato il disegno di legge: «Pone ostacoli enormi alla tutela dei minori».

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Ddl Pillon Telefono Rosa

A dire no al ddl Pillon è anche l'associazione Telefono Rosa che, in una nota della presidente nazionale Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, ha dichiarato che «il disegno di legge va ritirato perché pone ostacoli enormi alla tutela delle donne, ma soprattutto dei minori». Moscatelli ha espresso la sua preoccupazione «perché questa proposta di modifica legislativa pone dei paletti pesanti soprattutto nel caso di presenza di violenze domestiche e assistite. Di fatto viene impedito alle vittime di allontanarsi dalla propria residenza. Uno stravolgimento che vanifica tutti gli sforzi delle associazioni che operano per prevenire tragedie familiari e che riportano i diritti dei minori indietro di 50 anni. Anche i tempi paritetici che i figli devono passare con i genitori, in due case distinte, non sono conciliabili con il loro benessere e con il loro bisogno di punti di riferimento fissi». Secondo la presidente di Telefono Rosa «l'obbligo poi della mediazione familiare allunga solo i tempi della separazione, determinando un aumento dei costi e dei conflitti tra i coniugi. Soprattutto in caso di violenze, la donna si vede costretta ad incontrare il proprio carnefice, a dispetto di quanto è stato deciso anche dalla convenzione di Istanbul».

LA PROTESTA IN PIAZZA

Telefono rosa è atteso in piazza sabato 10 novembre insieme ad altre associazioni tra cui D.i.Re e Non una di meno per ribadire insieme con forza i motivi della protesta contro un disegno di legge che rischia di riportare indietro di decenni l’orologio dei diritti faticosamente conquistati dalle donne.

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