We Can Do It!

Diritti

7 Novembre Nov 2018 1410 07 novembre 2018

Una raccolta firme per salvare la legge 194

Quattro ginecologhe non obiettrici di coscienza hanno lanciato una petizione su Change.org per salvaguardare il diritto all'aborto rivolgendosi alla ministra della Salute Giulia Grillo.

  • ...
Legge 194 Aborto

Sulla carta la legge 194 disciplina, dal lontano 1978, le norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza. Peccato che - guardando ai fatti - sempre più spesso accade che molte donne si ritrovino a combattere contro il muro degli obiettori di coscienza che non sono disposti a garantire sicurezza e piena assistenza in un momento così delicato. Uno degli ultimi esempi è quello di Valentina Milluzzo: morta a 32 anni in un ospedale di Catania, dove pare che di 12 obiettori nessuno sia voluto intervenire per praticare un aborto d'urgenza. Tutto questo è raccapricciante e, anche a fronte della recente approvazione della mozione 434 presentata a Verona ad ottobre 2018, quattro ginecologhe italiane non obiettrici, Silvana Agatone (Presidente LAIGA Libera Associaizone Italiana Ginecologi per l'applicazione della Legge 194/78 e socia fondatrice della rete nazionale di politica femminista Rebel Network), Elisabetta Canitano (Vita di Donna), Concetta Grande (Laiga), Giovanna Scassellati (Responsabile UOSD salute riproduttiva Ospedale San Camillo), hanno lanciato #ApplicateLa194: Ministra Grillo le parole non bastano, una petizione sul sito Change.org che si rivolge direttamente alla ministra della Salute, sulla base delle sue passate dichiarazioni riguardo all'urgenza di porre fine alle troppe «battaglie ideologiche combattute sul corpo delle donne».

COSA CHIEDE LA PETIZIONE

Tre sono i punti su cui si concentra la petizione. Il primo è l'erogazione del servizio IVG in ogni ospedale, istituendo la presenza obbligatoria di ginecologi non obiettori 24 ore su 24, così da garantire piena applicazione alle disposizioni di legge. Questo perché,come spiegano le ginecologhe nella petizione, «il diritto di abortire diviene una ricerca affannosa da provincia a provincia e talvolta da regione a regione, con il rischio di arrivare fuori tempo nelle pochissime strutture dove ci sia un medico disponibile». La raccolta firme punta poi ad istituire una sanzione per tutte quelle direzioni sanitarie che non assicurino piena assistenza a chi ne ha bisogno e diritto, e una helpline nazionale e gratuita con servizio di assistenza attivo 24 ore su 24, gestito direttamente dal Ministero della Salute. Lo scopo? Fornire informazioni utili e accompagnare le donne respinte da medici e ospedali obiettori, così da ottenere l'IVG a cui hanno diritto.​ Del resto, come spiegano le ginecologhe: «L’obiezione di coscienza di anestesisti e personale di sala operatoria che dovrebbero garantire la sicurezza delle donne, provoca di fatto umiliazione e abbandono nelle pazienti che richiedono di abortire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso