2 Novembre Nov 2018 1719 02 novembre 2018

È morta Amal Hussain, la bimba simbolo della guerra in Yemen

Aveva solo sette anni. La sua foto aveva fatto il giro del mondo grazie al New York Times. Nel Paese come lei 400 mila bambini soffrono di malnutrizione.

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Yemen Bimba Morta Amal Hussain

È morta ad appena sette anni, Amal Hussain, divenuta suo malgrado un simbolo delle sofferenze inferte dalla guerra alla popolazione yemenita. Una foto che la ritrae ridotta a poco più di uno scheletro, adagiata su un letto di ospedale nel Nord dello Yemen con la testa reclinata da un lato e negli occhi un'espressione di rassegnazione, era stata pubblicata la settimana scorsa dal New York Times, commuovendo il mondo. Il 2 novembre, lo stesso giornale ha reso noto che purtroppo Amal non ce l'ha fatta. «Il mio cuore è infranto», ha detto piangendo sua madre, Mariam Ali, raggiunta telefonicamente dal Nyt. «Ora sono preoccupata per i miei altri figli». I pesanti costi umani della guerra condotta dalla coalizione a guida saudita in Yemen, ricorda il giornale, sono di recente saliti all'attenzione del mondo in seguito all'uccisione del giornalista dissidente Jamal Khashiggi nel consolato saudita ad Istanbul. Da allora, Stati Uniti e Gran Bretagna, i maggiori fornitori di armi all'Arabia Saudita, hanno chiesto un cessate il fuoco in Yemen.

COME LEI, 400 MILA BAMBINI MALTRUNITI

«Amal è morta di fame. Aveva sette anni. Di lei ci resta solo una terribile foto immortalata dal Premio Pulitzer Tyler Hicks. Una foto che aveva scosso il mondo intero ma, come spesso capita, non ha prodotto alcun cambiamento nella sua vita e in quella di oltre 11 milioni di bambini yemeniti che necessitano di assistenza umanitaria immediata», ha dichiarato Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef Italia. «Come Amal», sottolinea Iacomini, «oltre 400 mila mila bambini soffrono di malnutrizione acuta grave e rischiano ogni giorno di morire. In Yemen continuano ad essere bombardate scuole ed ospedali, intere comunità sono isolate e assediate e non hanno accesso ad acqua potabile né cibo. Si profila una ennesima strage di bambini innocenti a causa di questa catastrofe umanitaria. Ora Amal è morta. Mohammad, Aseel e Salwa invece stanno lottando per sopravvivere tra le macerie. Mi chiedo», conclude il portavoce di Unicef, «quante foto ancora dovremo vedere prima di abbattere il muro dell'indifferenza su questa terribile guerra?».

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