31 Ottobre Ott 2018 1725 31 ottobre 2018

La mamma di Desirée Mariottini ha parlato della sua morte

L'intervista al settimanale Grazia: «Dopo mia figlia, la stampa, i social e le tv stanno violando anche me e la mia famiglia. Non l'ho mai abbandonata».

  • ...
dichiarazioni Barbara Mariottini mamma Desiree

«Hanno scritto che la mia Desirée non era altro che una drogata, come se questo fosse un buon motivo per morire a quel modo e a 16 anni», inizia così la dichiarazione rilasciata da Barbara Mariottinila mamma di Desirée, la ragazza di Cisterna di Latina violentata e uccisa a Roma tra la notte del 18 e la mattina del 19 ottobre – al settimanale Grazia. La donna non accetta di subire un processo mediatico, così come sta accadendo alla figlia, giudicata dall’opinione pubblica: «Hanno lasciato intendere, suggerito, insinuato che io fossi, in realtà, una tossicodipendente, che non seguissi mia figlia e che l'avessi abbandonata. Non è vero e lo trovo ignobile. Quei balordi hanno violato mia figlia, ma la stampa, i social e le tv stanno violando adesso anche me e la mia famiglia».

«NON L’ABBIAMO TRASCURATA»

«Non abbiamo trascurato l'inquietudine di Desirée. Sapevamo di avere un problema. Siamo stati noi stessi a rivolgerci ai servizi sociali. Abbiamo chiesto aiuto a chi doveva darci una mano, ma evidentemente non è servito. Io stessa, molte volte, l'ho accompagnata a Roma, ma certo mai in quei luoghi, mai a san Lorenzo. Mia figlia non ha mai frequentato quella sporcizia», ha proseguito la donna, che poi ha continuato parlando delle amicizie della ragazza: «Non erano certi quei balordi imbottiti di droghe, pasticche».

«SI PROVA A FARE I GENTORI»

«I precedenti penali di mio marito sono stati il pretesto per mostrificarci. Si prova sempre a fare i genitori. Si dice che sia un esercizio. Anche noi, come tutti, abbiamo tentato. Io e il padre di Desirée ci siamo allontanati, come può accadere a qualsiasi coppia, e io ho avuto assegnata la patria potestà. Ma loro due avevano un rapporto bellissimo. Per ridurre tutto si dice: Se l'è cercata. Come se la colpa fosse sua. Me la vogliono trattare come una drogata. Hanno abusato di mia figlia da viva, stanno continuando a farlo anche ora che è morta».

L'INTERROGATORIO DI YUSIF SALIA FISSATO IL 2 NOVEMBRE

Intanto continuano le indagini per accertare le modalità e le responsabilità della morte della 16enne. Il 26 ottobre scorso era stato fermato, nel ghetto di Borgo Mezzanone, Yusif Salia, 32enne di origini ghanesi accusato di aver fatto parte del branco che stuprò e drogò Desiree, causandone il decesso. Il gip del tribunale di Foggia, Armando dello Iacovo, ha annunciato che l’interrogatorio di garanzia – rimandato nei giorni scorsi per motivi di salute dell’accusato – è stato fissato per venerdì 2 novembre. Intanto è stato convalidato l'arresto in flagranza di reato, per il possesso degli 11 chili di marijuana trovati nel nascondiglio di Salia. Per quanto riguarda, invece, il fermo della Procura di Roma è stato limintato alle accuse di violenza sessuale di gruppo, il gip ha infatti scritto che l'indagato «apparteneva al branco», ma, ha aggiunto, non è possibile accertare se sia stato lui a somministrarle il mix di droghe che ne avrebbe determinato la morte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso