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31 Ottobre Ott 2018 1700 31 ottobre 2018

Le ingegnere di Google contro il trattamento dello scandalo molestie

Sono più di 200 quelle che hanno aderito alla manifestazione contro il modo in cui l'azienda ha gestito le accuse rivolte ad alcuni dei suoi manager.

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google marcia donne

Sono oltre 200 le ingegnere di Google che hanno deciso di organizzare una marcia di protesta a seguito dei casi di molestie sessuali nell’azienda rivelati da un’inchiesta del New York Times e apparentemente coperti dalla società. A confermare la 'marcia delle donne' in programma per il primo novembre è stato un tweet di Meredith Whittaker, responsabile di Open Research, uno dei progetti del colosso del web.

COM’È NATA L’INIZIATIVA

L’idea di organizzare una protesta per contestare il modo in cui l’azienda ha gestito lo scandalo sessuale che ha coinvolto alcuni dei suoi manager (che sarebbero stati licenziati con liquidazioni milionarie) è nata da un forum interno nel quale alcuni dipendenti di Google hanno iniziato a manifestare la propria frustrazione anche per le numerose storture rintracciate nelle quotidiane dinamiche di lavoro. Ed è stato proprio un gruppo di ingegnere a individuare nello sciopero l’unica strategia utile per far sentire la propria voce e chiedere «che vengano messi in atto seri cambiamenti strutturali e non semplicemente una becera campagna pubblicitaria in cui ci si limita a parlare di luogo di lavoro inclusivo».

IL SUPPORTO DEL CEO

Dopo la mail in cui aveva dichiarato ai dipendenti di aver licenziato, in due anni, più di 48 persone accusate di comportamenti sessuali inappropriati (senza alcuna buonuscita) e di voler prendere l’impegno di garantire misure punitive severe in caso di reclami relativi a molestie, il CEO dell’azienda, Sundar Pichai, ha reso noto il proprio supporto ai manifestanti intenzionati a prendere parte alla marcia: «Alcuni di voi hanno proposto idee costruttive per far sì che le nostre policy possano migliorare. Si tratta di un feedback che ho seriamente intenzione di prendere in considerazione e di poter concretizzare. E, per quanto riguarda lo sciopero di giovedì, sono con voi, avete tutto il mio appoggio».

L’ENNESIMA DIMISSIONE

Nella giornata del 31 ottobre, intanto, sono arrivate anche le dimissioni di Richard De Vaul, impiegato nella divisione X di Alphabet e denunciato dal reportage del New York Times. La casa madre di Google, dopo aver confermato la notizia, ha messo in chiaro che il manager è stato allontanato senza alcuna retribuzione.

NON È LA PRIMA PROTESTA

La marcia delle donne si aggiunge alla lunga lista di proteste intraprese dagli impiegati dell’azienda nel corso dell’anno. Tra aprile e agosto 2018, infatti, sono scesi in piazza per manifestare contro il progetto di un motore di ricerca pre-censurato per la Cina e contro una collaborazione con il Pentagono sulla messa a punto di tecnologie da utilizzare a fini bellici.

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