31 Ottobre Ott 2018 1055 31 ottobre 2018

La Corte Suprema del Pakistan ha assolto la cristiana Asia Bibi

La giustizia pakistana ha deciso di annullare la condanna a morte per la contadina accusata di blasfemia nel 2010: aveva offeso Maometto.

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Asia Bibi

La Corte Suprema del Pakistan ha assolto in appello la cristiana Asia Bibi, condannata per blasfemia nel 2010, con l’accusa di aver recato offesa a Maometto. Leggendo il verdetto emesso mercoledì 30 ottobre, il giudice Saqib Nisar ha comunicato l’annullamento della pena di morte e il rilascio immediato della signora Bibi.

LA REAZIONE DEL PAESE

Gli attivisti per i diritti umani e la comunità cristiana hanno accolto positivamente la notizia. Al contrario, il partito Tehreek-e-Labbaik Pakistan, che rappresenta i musulmani sunniti, ha promosso il sorgere di manifestazioni di protesta, coinvolgendo anche altri movimenti politici di ispirazione islamista. Uno scenario che il leader del TLP, Khadim Hussain Rizvi aveva già preannunciato giorni prima del verdetto, nel caso in cui la donna fosse stata liberata.

I sostenitori del TLP protestano contro l'assoluzione di Asia Bibi

ACCUSATA DI AVER INSULTATO MAOMETTO

L'accusa di sacrilegio era nata da una presunta frase contro l'Islam, pronunciata nel corso di un battibecco con alcune lavoratrici stagionali di un frutteto del Punjab. Secondo le ricostruzioni, pare che le donne, di fede musulmana, l'avessero umiliata per aver bevuto acqua da un pozzo a lei proibito perché «infedele cristiana», dunque, impura agli occhi di Allah.

IL PROCESSO

Nelle testimonianze fornite dall’accusa si legge che la signora Bibi si sarebbe difesa appellandosi alla sua fede: «Credo nella mia religione e in Gesù Cristo, morto sulla croce per i peccati dell’umanità. Cosa ha mai fatto il vostro profeta Maometto per salvare l’umanità?». L’iter giudiziario che l’ha vista protagonista è stato lungo e farraginoso: dopo la condanna a morte nel 2010 e un ricorso (vano) presentato dinanzi alla Corte di Lahore nel 2014, nel 2015 la Corte Suprema aveva finalmente deciso di fermarne l’esecuzione, dopo aver accettato di prendere in esame il suo fascicolo.

UNA LUNGA SCIA DI PERSECUZIONI

In Pakistan il caso Bibi ha innescato una serie di azioni violente e omicidi da parte di gruppi e partiti islamisti. Nel 2011, l'ex governatore del Punjab, Salman Taseer, è stato ucciso per aver difeso pubblicamente la causa della donna da una delle sue guardie del corpo, Mumtaz Qadri, a sua volta giustiziato nel 2016 e sepolto con gli onori di un eroe. E, nello stesso anno, un ministro cristiano, Shahbaz Bhatti, da tempo impegnato nella tutela dei diritti dei cristiani in Pakistan, è stato freddato davanti alla sua casa per aver chiesto di rimettere in discussione la legge contro la blasfemia, da sempre adoperata come arma persecutoria ai danni delle minoranze religiose.

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