Femminicidio

Femminicidio

29 Ottobre Ott 2018 2004 29 ottobre 2018

La lettera della mamma di Pamela alla madre di Desirée

Alessandra Verri ha scritto un messaggio di solidarietà e vicinanza alla famiglia Mariottini che è stato letto durante la trasmissione Quarta Repubblica. «Sembra di rivivere lo stesso incubo».

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Lettera Mamma Pamela Mastropietro Desirée Mariottini

Due storie molto simili, con un tragico destino finale. Sono le vicende di Pamela Mastropietro, uccisa nel gennaio scorso in provincia di Macerata dopo essersi allontanata da una comunità di recupero e di Desirée Mariottini, violentata e uccisa a Roma il 18 ottobre scorso. Due storie che hanno avuto gli stessi macabri ingredienti: due ragazze fragili vittime di una brutale violenza. Per questo la mamma di Pamela ha scritto una lettera alla madre di Desirée che è stata letta in diretta nel corso della trasmissione Quarta Repubblica su Retequattro.

«SPERAVO CHE QUALCOSA CAMBIASSE»

Dopo la tragica vicenda della mia Pamela, uccisa e ridotta a pezzi in circostanze che definire demoniache sarebbe anche poco, mi aspettavo che qualcosa cambiasse e che non si dovesse più assistere a barbare uccisioni che si potevano evitare. Invece è accaduto di nuovo: questa volta ad una ragazzina di 16 anni, Desirée. Sono vicino alla sua mamma, ed al papà, come lo è Stefano, il padre di Pamela.

«DOVREBBE INTERESSARCI COSA NON HA FUNZIONATO A LIVELLO PUBBLICO»

Sembra di rivivere, per certi versi, lo stesso incubo, compreso quello di vedere spostata l’attenzione dai carnefici alle vittime: dove stava la famiglia, perché si è ridotta così quella ragazza, e via dicendo. Quasi a voler dire che certe cose le si cercano e si meritano. Credo che nessuno, se non ci passi in prima persona, sia in grado di comprendere cosa voglia dire star dietro ad una persona fragile, con la paura di sbagliare e di risultare troppo duri, per il suo bene. E, comunque, credo che sia un fatto che debba rimanere nell’intimità di una famiglia. Quel che dovrebbe interessare è cosa non abbia funzionato a livello pubblico: perché certe persone, che tutto sembrano meno che bisognose di aiuto, siano state accolte da noi e poi, magari, ci siano rimaste, dopo aver subito anche delle condanne.

«BASTA CON LA RICERCA DEL TORBIDO NELLE VITTIME»

La mia Pamela voleva risollevarsi. Aveva voglia di vivere. E Desirée era ancora più giovane di lei. Due angeli, con le loro fragilità, ma con tutta una vita davanti a loro. Non facevano del male a nessuno e, per quanto riguarda Pamela, semmai lo faceva solo a sé stessa. Non vendevano morte, ed anzi Pamela è finita con l’essere vittima di chi, invece, non aveva scrupoli a farlo. Quanto ancora dovremo attendere prima che, chi di dovere, faccia qualcosa? E, soprattutto, quanto ancora si vorrà distogliere l’attenzione dai carnefici, andando a cercare il torbido nelle vittime? Magari fa più audience, come si suol dire, ma non dovrebbe funzionare così. Le vittime sono già state punite a sufficienza, e così i loro cari, che ad esse sopravvivono. Forse è ora di concentrarsi, una volta per tutte, sugli autori di questa barbarie». Per Pamela, per Desirée, e per tutte le persone che purtroppo hanno subito una tragica sorte.

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