26 Ottobre Ott 2018 1300 26 ottobre 2018 Aggiornato il 06 novembre 2018

Il disegno di legge Pillon ha allarmato (anche) l'Onu

In una lettera al Governo, le relatrici speciali Dubravka Simonovic e Ivana Radacic si sono fatte portavoce della preoccupazione delle Nazioni Unite sul ddl del senatore della Lega.

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La bagarre suscitata dal disegno di legge Pillon relativo alla riforma dell’affido condiviso ha coinvolto anche l’Onu. In una lettera inviata al Governo, Dubravka Simonovic (relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza sulle donne) e Ivana Radacic (presidente del gruppo di lavoro sulla questione della discriminazione femminile nelle leggi e nella pratica) hanno dichiarato di essere profondamente turbate dalla proposta presentata dal senatore leghista. Che, attualmente al vaglio della Commissione Giustizia del Senato, è stata già oggetto di una petizione lanciata dall’associazione D.i.Re per chiederne a gran voce il ritiro.

COSA CONTESTA L'ONU

Nelle sei pagine del rapporto, in cui vengono passati in rassegna gli articoli del testo, contestato soprattutto perché non garantisce alcuna tutela alle donne e ai bambini che subiscono violenza in famiglia, le due rappresentanti dell’ONU hanno parlato di «disposizioni che potrebbero comportare una grave regressione che alimenterebbe la disuguaglianza di genere». Tra le prescrizioni messe in discussione figura, ad esempio, la mediazione obbligatoria tra coniugi che il ddl introduce nella separazione in cui risulti coinvolto un bambino, «dannosa se applicata agli episodi di violenza domestica e assolutamente in contrasto con quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul». Ma non solo: particolarmente ricusati anche l’obbligo di segretezza sui documenti della mediazione, fattore che andrebbe a «limitare l’autorità giudiziaria» perché renderebbe le carte non consultabili nel corso dei processi, l’introduzione della sindrome di alienazione parentale nell’ordinamento giuridico e il fatto che il bambino, «anche se vittima di violenza, sia costretto a incontrare il genitore violento».

UN INTERVENTO URGENTE SULLA QUESTIONE DEGLI SPAZI PER LE DONNE

Al termine della lettera, le due relatrici hanno chiesto al Governo aggiornamenti sul decreto Pillon e informazioni su eventuali tentativi di revisione e modifica del testo. E hanno rivendicato risposte tempestive (fissando un limite di 60 giorni) anche su un’altra importante questione: quella relativa alle condizioni precarie in cui versano gli spazi riservati alle donne, come l’associazione Lucha y Siesta e la Casa internazionale delle donne di Roma, costrette a fare i conti, secondo Simonovic e Radacic, con quello che hanno definito «un giro di vite».

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