24 Ottobre Ott 2018 1500 24 ottobre 2018

Che cosa sono le stanze virtuali della perversione?

Tra il revenge porn e lo stalking: sono siti web dove si postano foto non pornografiche di amiche e conoscenti. Lo scopo? Masturbazione, violenza e stupro collettivo.

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Stanze Virtuali Violenza

Nella puntata del 14 ottobre della trasmissione Le Iene, Matteo Viviani aveva ‘smascherato’ alcuni trucchetti – che si sono poi rivelati conosciti ai più – utili a rubare le foto, ma anche informazioni personali e luoghi frequentati, degli utenti Facebook, nonostante questi avessero il profilo privato. Già annunciato come «il primo servizio di una sera sulla sicurezza sui social», all’inchiesta di Viviani ha fatto seguito, nella puntata del 23 ottobre, un reportage ancora più inquietante.

LE STANZE VIRTUALI DELLO STUPRO

La iena, infatti, ha presentato ciò che potremmo definire il prodotto dell’incontro tra il revenge porn – la condivisione di immagini erotiche o pornografiche come ‘vendetta’ dopo una rottura o un rifiuto – e lo stalking: esistono, da quasi dieci anni, secondo la fonte del programma, dei forum in cui ragazzi e uomini condividono immagini, non pornografiche, come foto di vacanze o celebrazioni familiari, di (ignare) amiche, ex-fidanzate, colleghe e conoscenti. Lo scopo? Fomentare fantasie erotiche, che spesso sfociano in invettive di violenza, minacce di stupro e, ovviamente, autoerotismo. «Un fenomeno quasi tribale ed esplicitamente sessuale», l’ha definito Viviani.

I NUMERI ALLARMANTI DEL FENOMENO

Scorrendo per le pagine web dedicate a questa esaltazione collettiva – che ci sentiamo di definire psicopatia – ci si rende conto del numero davvero inquietante di visualizzazioni: si passa da mezzo milione di utenti attivi nella categoria «le toilette dell’Università», dove sono postati video registrati di nascosto nei servizi pubblici, a oltre nove milioni per la pagina «foto rubate a Facebook». Il numero di commenti raggiunge cifre allarmanti: si arriva a sfiorare i 15 milioni. Le pagine, poi, appaiono e scompaiono nel giro di 24 ore, motivo per il quale è così difficile indentificarle, anche se per gli utenti è possibile salvarle, rendendo eterno l’abuso.

NON SOLO UN FASTIDIO: È UNA MINACCIA REALE

Come se questo fare branco non fosse già sufficientemente inquietante, spesso, i partecipanti condividono informazioni personali delle vittime: non solo nomi, ma anche numeri di telefono e, a volte, indirizzi. «Si va oltre il virtuale – ha chiarito Alessandro, un ex adepto dei forum dello stupro – diventa un problema di sicurezza. Si va dal ‘sono un possibile fastidio per te’, al ‘sono una minaccia’». Sì, perché anche quando non vengano condivisi dati sensibili, la possibilità di accedere a queste informazioni esiste, grazie anche ai metodi di sopraffare le politiche sulla privacy dei social denunciate da Viviani in precedenza.

LE FANTASIE E IL «TRIBUTO»

«Metterla in mezzo a noi due e sbatterla a sorpresa duro», «da aprirgli le gambe e…», sono solo alcune delle fantasie che vengono condivise, si parla di violenze carnali, di abusi e di stupri di gruppo: «sarà vittima di uno stupro e di una violenza indicibile, e ci godrà anche». Una pratica molto comune è anche quella del tributo, ha spiegato Viviani: «Si sceglie la foto di una ragazza, ci si masturba sopra, ricoprendola di sperma, e si ri-fotografa il tutto per condividerlo con gli altri utenti». Le Iene hanno anche chiesto alla dottoressa Laura Lamponi di spiegare il fenomeno: «L’immagine simbolica dello sperma su queste ragazze credo sia la necessità che certe persone hanno di affermarsi, quando non hanno altri mezzi».

QUELLO CHE CERCANO È L’UMILIAZIONE

«Qui ciò che attiva l’eccitazione dell’uomo è la possibilità di aggredire la donna, o di umiliare la vittima», ha continuato a spiegare la dr.ssa Lamponi, aggiungendo che: «Non possiamo escludere che qualcuna delle vittime di cui abbiamo sentito parlare al telegiornale non sia diventata vittima proprio a causa di questi siti. Nessuno dà la certezza che la scintilla non sia scattata qui». E, infatti, Alessandro, il pentito delle Iene, ha spiegato di essersi tirato indietro proprio dopo aver letto sul giornale del suicidio di una turista americana e di averla riconosciuta come la protagonista di uno di questi barbari forum.

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