Femminicidio

Femminicidio

24 Ottobre Ott 2018 1727 24 ottobre 2018

In Siria una 17enne è stata giustiziata per motivi d'onore

La ragazza è stata uccisa dal fratello per aver disonorato la famiglia. E la notizia ha riportato l'attenzione su un problema non più limitato al Medio Oriente.

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Sebbene nel mondo occidentale sia avvertito come retaggio di culture remote e lontane dagli standard cui la storia ci ha abituato, il delitto d’onore fa ancora notizia e, soprattutto nella dimensione medio-orientale, continua ad avere un tragico riscontro nella vita delle donne. L’episodio più recente riguarda la diffusione di un video sui social media dal nord della Siria, nel quale viene barbaramente documentata l’uccisione a sangue freddo di una giovane donna. La ragazza viene fucilata da un uomo, descritto come suo fratello, perché accusata di aver macchiato l’onore della famiglia. Secondo la BBC araba, il presunto delitto sarebbe avvenuto a Jarablus, una cittadina della Siria al confine con la Turchia, e la vittima, indicata col nome di Rasha Bassis, avrebbe meno di 18 anni. Nella clip si vede una donna accovacciata contro un muro mentre viene raggiunta da ripetuti colpi d’arma da fuoco sparati da un uomo e, fuori campo, si sente chiaramente una voce che urla: «Spara! Lava il tuo onore!». Il movente del delitto sarebbe stata la diffusione, da parte di un ufficiale turco, di foto che ritraevano la vittima nuda e che avrebbero causato l'ira del fratello.

CHE COS’È IL DELITTO D’ONORE

Per delitto d’onore si intende l’omicidio di un membro di una famiglia da parte di alcuni dei suoi parenti, motivati dall’intenzione di punirlo per aver portato vergogna e disonore al nucleo familiare o per aver violato i princìpi di una comunità o di una religione, ad esempio rifiutando un matrimonio combinato, intrattenendo relazioni omosessuali o conformandosi ad abitudini lontane dai canoni approvati dalla tradizione. Secondo i report di Human Rights Watch, le vittime più colpite dalla pratica sono sicuramente le donne (circa 5.000 all’anno), nella maggior parte dei casi oggetto di un controllo stringente da parte dei padri o dei fratelli. E se, a livello di distribuzione geografica, buona parte dei delitti d’onore si concentrano tra Iraq, Afghanistan, Egitto, Siria, Libano, Pakistan e Giordania, negli anni non sono stati rari i casi documentati tra Stati Uniti ed Europa (seppur generalmente limitati alle comunità di migranti e non strettamente legati agli autoctoni).

IL DELITTO D’ONORE IN SIRIA

Il Sirian Women Observatory (SWO) ha osservato come quello del delitto d’onore sia un problema tragicamente radicato nella cultura millenaria del paese, soprattutto nell’area rurale e nelle antiche comunità beduine. Le statistiche, negli anni, hanno fatto luce sulla situazione siriana in tutta la sua crudezza: ogni anno, fratelli, padri, partner puniscono con la morte tra le 200 e le 300 donne e più della metà dei delitti commessi sono motivati dalla tutela della reputazione familiare. Ma non solo: il problema si è progressivamente aggravato a causa dell’eccessiva leggerezza con cui la giustizia (non) punisce gli assassini. La legge siriana, infatti, ha sempre previsto un’esenzione di pena per chiunque uccidesse un membro della propria famiglia perché colpevole di aver oltrepassato i limiti. Ed è stato solo nel 2009 che il presidente Bashar al-Assad ha provato a sistemare le cose, modificando leggermente gli articoli del codice penale e imponendo una condanna pari ad almeno 2 anni di reclusione. Una variazione ancora troppo accondiscendente e che non ha contribuito in alcun modo a generare pene più severe per chi ha deciso di punire con la morte una supposta violazione delle norme della discendenza. Secondo gli attivisti, il problema, al di là della legge, sta nella cultura della nazione, «da sempre incline alla discriminazione verso le donne, viste come il sesso debole e, soprattutto, a vedere il corpo femminile come l’inviolabile scrigno della reputazione di un nucleo familiare, da preservare anche a costo di ricorrere alla morte».

UCCISE PER AVER MACCHIATO IL BUON NOME DELLA FAMIGLIA

Negli anni, diverse sono state le tragiche storie di ragazze siriane uccise perché svincolatesi dalla rigidità delle regole familiari. E poche sono quelle che, finite sulla stampa nazionale e internazionale, hanno contribuito a denunciare la gravità del problema. Come nel caso della 22enne Maryam Mohammed, colpevole di aver rifiutato un matrimonio combinato e barbaramente uccisa dal fratello con un ferro ardente davanti agli occhi silenti della moglie. O della 19enne Samar Husain, che si è trovata costretta a rinunciare a un brillante futuro nel mondo della medicina perché accoltellata a morte dal fratello, infastidito dal fatto che la ragazza avesse una relazione con uno dei loro vicini. E se, nella maggior parte dei casi più noti le vittime sono ragazze maggiorenni, numerosi sono stati gli episodi che hanno coinvolto anche vittime minorenni e che non hanno portato ad alcuna condanna. Tra i più famosi, quello della 14enne Sahar. Sposatasi con un uomo rimasto sterile a causa di una grave malattia, si era sottoposta a una serie di trattamenti medici che le avevano consentito di rimanere incinta. Una notizia potenzialmente positiva, se solo non fosse stata accolta con sospetto dalla famiglia che, infastidita dal ricorso alla medicina per qualcosa che «sarebbe dovuto arrivare naturalmente», ha prima convinto il marito del fatto che il figlio non fosse suo e, successivamente, ha accusato la minorenne di aver avuto una relazione extraconiugale. Dopo essere stata portata in tribunale nonostante le prove fornite ai giudici ne avessero dimostrato l’innocenza, Sahar aveva deciso di accogliere l’invito del cognato, che l’aveva rassicurata del fatto che, a casa sua, nessuno le avrebbe fatto del male e la sua famiglia non l’avrebbe mai raggiunta. E invece, quello che si era presentato ai suoi occhi come benefattore si è ben presto trasformato in carnefice, uccidendola con tre colpi di pistola.

LA SITUAZIONE NEL RESTO DEL MONDO

Se il più alto tasso di delitti d’onore è stato registrato nell’area geografica arabo-musulmana, per ragioni di tradizione o perché normalmente previsto dalla Sharia, il corpus della legge religiosa islamica, non si tratta di un fenomeno limitato solo a questi territori. Spostandosi sull’Europa, ad esempio, sono stati denunciati omicidi motivati dall’onore in Danimarca, Turchia e Regno Unito (dove, ad esempio, i dati hanno parlato di 12 omicidi all’anno). E, oltreoceano, anche gli Stati Uniti sembrano essere stati coinvolti dal fenomeno, con circa 25 assassinii ogni anno, facilitati dall’eccessiva permissività della legge americana nei confronti della violenza di genere, soprattutto quando perpetrata da un partner o un familiare.

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