Sessismo

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24 Ottobre Ott 2018 1610 24 ottobre 2018

Nelle aziende Usa la parità di genere non esiste

I dati di Women in the Workplace non sono positivi per le donne, specie se nere: poche assunzioni, faticano ad essere promosse e un terzo è vittima di abusi.

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Parità Genere Lavoro

Women in the Workplace 2018 è il più completo studio sul ruolo delle donne nelle imprese statunitensi. Dal 2015, LeanIn.Org e McKinsey & Company hanno analizzato 279 aziende, con oltre 13 milioni di impiegati. A questi numeri sono state aggiunte 64 mila interviste ai dipendenti in merito alle proprie esperienze lavorative. Dal primo anno della rilevazione, le compagnie Usa non hanno fatto quasi alcun progresso: fin dall'inizio, infatti, sono assunte meno donne rispetto agli uomini e, ad ogni possibile promozione, il loro numero diminuisce ulteriormente. Le donne di colore, in particolare, sono il gruppo più sottorappresentato.

I MANAGER DOVREBBERO ESSERE RESPONSABILI DEL CAMBIAMENTO

Quando si parla di diversità di genere, solo il 38% delle aziende stabilisce degli obiettivi a lungo termine. Inoltre, solo il 12% di questi condivide i dati sulla rappresentanza di genere con i propri dipendenti, nonostante sia utile per comprendere il proprio ambiente di lavoro: e infatti, solo la metà dei lavoratori pensa che la propria azienda consideri la diversità di genere una priorità e stia facendo tutto il possibile per fare dei miglioramenti. Solo il 42% ritiene che i manager siano responsabili del progresso verso la parità di genere, e ancor meno lo sarebbero i dirigenti: eppure è difficile immaginare un cambiamento quando i vertici di un’azienda non si impegnano formalmente a guidarlo.

DISCRIMINATE GIÀ ALL’ASSUNZIONE

I due snodi fondamentali del report sono le assunzioni e le promozioni, e le aziende sottostimano le donne in queste aree sin dall'inizio. Nonostante le donne ottengano, in media, più dottorati rispetto agli uomini, è meno probabile che vengano assunte: dal primo step fino alla promozione come manager, la disparità aumenta ulteriormente. A causa di questa discrepanza, gli uomini finiscono per detenere il 62% delle posizioni di rilievo, mentre le donne solo il 38%. Questo divario è più evidente per le donne di colore: in particolare, per ogni 100 uomini promossi a manager, solo 60 donne nere lo sono. Se le aziende continueranno ad assumere e promuovere nei termini attuali, il numero di donne in posizioni di leadership aumenterà di un solo punto percentuale nei prossimi dieci anni. Un cambiamento dell'approccio a livello delle assunzioni, invece, porterebbe ad una quasi parità (48% donne, contro un 52% di uomini) nello stesso arco di tempo.

IL 35% DELLE IMPIEGATE HA SUBITO VIOLENZE FISICHE

Sul posto di lavoro le donne hanno maggiori probabilità di subire discriminazioni o molestie sessuali, così come di ricevere commenti umilianti e di dover fornire maggiori prove della loro competenza o di essere scambiate per qualcuno di molto più giovane. Per il 64% delle di loro – e per il 71% delle donne omosessuali – le molestie sono una realtà quotidiana. Non solo: il 35% delle impiegate ha subito violenze fisiche ad un certo punto della propria carriera. Solo il 27% dei dipendenti dichiara di aver assistito alla difesa di un superiore nei confronti di un sottoposto vittima di aggressioni, fisiche o verbali e solo il 32% pensa che la propria compagnia agisca in maniera efficace dopo una denuncia.

LE CONSEGUENZE (PESANTI) DI ESSERE DA SOLE IN UN TEAM

Una donna su cinque è un'unica: l'unica in sala riunioni, l'unica nel suo reparto, l'unica in trasferta ufficiale. Questa "unicità" le rende più vulnerabili alle pressioni – risulta che, nonostante le maggiori ambizioni, siano più propense a lasciare il posto di lavoro – e la possibilità di essere vittima di molestie sessuali è quasi doppia rispetto a quella delle colleghe che lavorano in un team più omogeneo. Dall'altra parte, solo il 7% dei manager uomini è un unico.

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