23 Ottobre Ott 2018 1345 23 ottobre 2018

A Verona le vendite della pillola anticoncezionale sono aumentate del 700%

Secondo un sondaggio di Federfarma, dopo la liberalizzazione, la città veneta ha registrato un massiccio incremento nella distribuzione dei farmaci a base di Levonorgestrel e Ulipristal.

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pillola giorno dopo verona

Un incremento quasi pari al +700% nei sei mesi successivi all’entrata in vigore della normativa che consente alle donne maggiorenni di acquistare la “pillola del giorno dopo” direttamente in farmacia e senza ricetta medica (per le minorenni, invece, vale l’obbligo della prescrizione non ripetibile). Questo il quadro della situazione restituito da un’indagine anonima condotta da Federfarma Verona. Prendendo come campione 84 farmacie del territorio, l’associazione ha voluto monitorare l’utilizzo dei cosiddetti “prodotti intercettivi” oggi in commercio a base di Levonorgestrel e Ulipristal, inseriti nella categoria dei contraccettivi di emergenza.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO

La ricerca, che ha preso in esame un periodo di 12 mesi a partire dall’entrata in vigore delle determine AIFA (che, in tempi diversi, hanno liberalizzato i due anticoncezionali), ha dimostrato come la pillola abbia subito un’impennata sensibile soprattutto per quanto riguarda il prodotto con principio attivo Ulipristal acetato, assumibile fino a 5 giorni dopo il rapporto sessuale a rischio. Il farmaco, infatti, ha registrato un incremento nelle vendite pari al 670%. Più contenuto, invece, quello del farmaco a base di Levonorgestrel (assumibile fino a 72 ore dopo il rapporto), assestatosi al 36%.

UN AUMENTO DELLE MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI

Presentato in occasione del convegno Donne protagoniste della propria salute: la medicina di genere, importanza dell’informazione e della prevenzione organizzato dalla Commissione delle Pari Opportunità della Provincia di Verona e presieduta dall’avvocato Silvia Zenati, lo studio di Federfarma ha fatto emergere dati preoccupanti sulla profilassi sessuale della popolazione italiana. Accanto all’aumento del consumo della pillola post-coitale, infatti, il sondaggio ha registrato un rilevante incremento delle malattie sessualmente trasmissibili. 1 milione di nuove infezioni al giorno, 4.000 nuovi casi di infezioni da HIV all’anno e un calo dell’uso di preservativi pari al 13% nel range temporale che va dal 2007 al 2016, dato che relega l’Italia in coda alla classifica dei Paesi europei per quanto concerne l’uso del profilattico.

COMPORTAMENTI AD ALTO RISCHIO

«I dati anonimi che abbiamo acquisito grazie alla rilevazione effettuata da ogni singola farmacia sono da analizzare con grande attenzione perché fanno emergere tendenze igieniche e comportamentali ad altissimo rischio, soprattutto nella fascia di popolazione che va dai 15 ai 24 anni», ha spiegato Arianna Capri, vicepresidente di Federfarma Verona. E ha anche sottolineato come, su tutto, la variante più preoccupante tra quelle messe in luce dalla ricerca sia, senza dubbio, quella relativa a un’abitudine all’utilizzo della pillola. Che, al contrario, dovrebbe limitarsi a essere «un metodo solo ed esclusivamente emergenziale per svariati motivi, tra cui la massiccia carica ormonale che viene assunta dalla paziente».

IL RUOLO DELLE FARMACIE TRA INFORMAZIONE E PREVENZIONE

Nel corso del convegno, poi, si è posto il focus sul ruolo fondamentale dei farmacisti nel combattere atteggiamenti che, spesso, preludono a un’attitudine superficiale nei riguardi della salute sessuale. E che trovano espressione in fenomeni come il calo dell’utilizzo dei preservativi, la maggiore inclinazione all’adozione di metodi concezionali empirici, la scarsa informazione e la ridotta capacità nel saper riconoscere e valutare i sintomi di un’infezione sessuale. Proprio in questi casi, la farmacia assume un ruolo chiave perché, come sottolineato dalla dott.ssa Capri, «i farmaci senza obbligo di prescrizione medica come la pillola del giorno dopo per le maggiorenni, devono essere supportati da una significativa azione di informazione all’utenza ad opera dei farmacisti. Ed è proprio in nome della tutela della salute delle donne che non possono essere commercializzati su internet». L’obiettivo è quello di creare una coscienza comportamentale che aumenti la consapevolezza nelle donne e nelle coppie e che «punti alla prevenzione, all’igiene, alla percezione del rischio non solo in relazione al concepimento ma anche al contagio delle malattie sessuali».

LA SITUAZIONE NEL RESTO D'ITALIA

L'ultimo report curato dalla Società Medica Italiana per la Contraccezione, presentato a Budapest nel maggio 2018, ha dimostrato che, a seguito dell'eliminazione della ricetta per le maggiorenni, il ricorso alle pillole del giorno dopo e dei 5 giorni dopo è cresciuto in 2 anni del 42% e soltanto nel 2017 più di 70mila donne hanno fatto uso della contraccezione d'emergenza per non andare incontro a una gravidanza.

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