Me Too Times Up

#MeToo

18 Ottobre Ott 2018 1530 18 ottobre 2018

Tutti gli chef (e le catene di fast-food) travolti da #MeToo

Anche le cucine sono teatro di molestie sessuali. Ecco la lista delle star (e dei brand) dei fornelli accusati: dopo Friedman e Batali, anche Bash e McDonald's.

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Chef molestie sessuali #metoo

Le cucine sono notoriamente ambienti di lavoro difficili: orari sfiancanti, un clima competitivo, spesso guidate con il pugno duro da chef de cuisine troppo autoritari, le brigate di cucina non sono sempre gruppi di lavoro così amichevoli. Ma questo non giustifica certo sessismo e molestie sessuali, così anche i ristoranti stellati stanno affrontando le conseguenze dello scandalo scoppiato ad Hollywood dopo il caso Weinstein. Il movimeno #MeToo, infatti, ha provocato un effetto domino di denunce e accuse che non hanno risparmiato chef e ristoratori.

IL MAIALE DELLO SPOTTED PIG

Nel dicembre 2017, l’imprenditore Ken Friedman era stato travolto da un’ondata di accuse: impiegate, cuoche, cameriere, un po’ tutto il personale femminile dei sette ristoranti che gestiva. Tra questi, anche lo Spotted Pig (il maialino maculato, in italiano), un bistrò in stile inglese nel West Village, New York, del quale il 59enne era co-proprietario insieme alla chef da una stella Michelin, April Bloomfield. Quando The New York Times riportò la dozzina di denunce, tra comportamenti inappropriati e molestie sessuali, la socia aveva scoperto con orrore il soprannome del locale: the rape room, ‘la stanza dello stupro’. Sempre a The NY Times, a 10 mesi dalle rivelazioni, Bloomfield ha deciso di fare mea culpa: ha ammesso di essere stata a conoscenza della condotta non proprio legittima del socio – come avevano dichiarato le vittime – ma, ha raccontato, anche lei era intimidita dal potere dell’uomo. In realtà, gli ex dipendenti raccontano una storia diversa, per certi aspetti: sarà anche stata impaurita, ma non era migliore. Anche Bloomfield, sebbene non abbia mai molestato nessuno, spesso «perdeva la pazienza, era spaventosa», hanno raccontato. Ma questa è un’altra storia, perché gli stessi ex impiegati che la descrivono come una despota, infatti, ammettono che quello della donna era un comportamento cagionato dal perfezionismo sul lavoro, mentre quella di Friedman sarebbe stata solo violenza.

MARIO BATALI: MOLESTIE A COLLEGHE E CLIENTI

Friedman, comunque, non era il primo amico di Miss Bloomfield a ricevere delle accuse: quando la giovane chef inglese arrivò nella Grande Mela, nel 2003, a provinarla insieme al futuro socio c’era Mario Batali, anche lui top chef – e socio di Joe Bastianich – accusato di molestie da diverse donne. Mentre Batali è stato fatto fuori dalla sua catena di ristoranti, e da alcuni format televisivi dei quali era ospite, Friedman continua a gestire lo Spotted Pig, che però non vedrà più Bloomfield ai fornelli: la donna infatti ha lasciato la guida delle cucine, per dedicarsi ad altri locali.

MA QUANTI SONO QUESTI CHEF?

Oltreoceano comunque non sono stati questi gli unici casi. L’ultimo caso è quello di John Besh, lo chef di New Orleans accusato da più di 25 donne: nel ristorante dell’uomo, che partecipava anche come giudice al programma tivù Top Chef, si era instaurato un «regime dell’abuso», condito di palpeggiamenti e commenti sgradevoli. Prima di lui, Mike Isabella, insieme a quattro soci che gestivano i suoi ristoranti, che sono stati chiusi in seguito alle accuse, era stato accusato da alcune ex impiegate di molestie. Appena dopo Barali e Friedman, a dicembre 2017, il San Francisco Chronicle aveva riportato la notizia di 17 donne che sarebbero state molestate sessualmente da Charlie Hallowell. Il primo caso noto, invece, era stato quello di Johnny Iuzzini, il capo pasticcere del ristorante Jean-Georges, uno dei più famosi di New York, accusato da quattro ex impiegate.

LE CUCINE DEI FAST-FOOD NON SONO DA MENO

È stato molto discusso anche in Italia il caso McDonald’s, scoppiato nel maggio 2018: dieci donne statunitensi che lavorano nei ristoranti della catena avevano denunciato l'azienda proprio per molestie sessuali. Tra le lavoratrici, che affermavano di essere state soggette a palpeggiamenti, proposte indecenti e commenti volgari, c’era anche una minorenne. Ma quella del pagliaccio in calzamaglia a righe non è l’unica catena di fast-food piagato dagli abusi: anche nella catena di ristoranti ittici McCormick&Schmick’s e nelle cucine di Del Taco donne erano «soggette a commenti lascivi e palpeggiamenti da parte dei colleghi e anche dei supervisori», aveva riportato verso la fine del 2017 The Boston Globe. Dal 2010 al 2018, sono state oltre 60 le lavoratrici e IHOP e Applebee’s ad aver intentato causa contro le due aziende per moleste sessuali.

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