18 Ottobre Ott 2018 1613 18 ottobre 2018

La ballerina Alessia Mendes è stata assolta

Nel giugno 2017 a Genova uccise il marito, Alessio Rossi, al termine di una lite. Ma lui la picchiava da giorni: per i giudici si è trattato di «legittima difesa».

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Alessia Mendes Assolta

È stata assolta Alessia Mendes, la ballerina di origini brasiliane di 40 anni che a giugno 2017 uccise a coltellate il marito Alessio Rossi, 35 anni, a Genova, al culmine di una lite violenta, l'ennesima. Il gup ha accolto la tesi del difensore, Rachele De Stefanis: fu legittima difesa. Il pm Paola Crispo aveva chiesto la condanna a 16 anni. Mendes aveva detto da subito di avere colpito il marito perché anche quel giorno la stava picchiando. Ma non si trattava di un caso isolato: le botte e gli insulti del marito li subiva da anni. Dalle indagini era emerso che Rossi era stato denunciato due volte per maltrattamenti e lesioni. La donna aveva raccontato dopo il delitto: «Mio marito è tornato a casa, era agitato, forse a causa di qualche cosa che si era fatto, e ha iniziato a picchiarmi, come sempre, aveva in mano un coltello e io ho capito che se non lo attaccavo io mi avrebbe ammazzato lui». Lo uccise con 12 coltellate.

LA DINAMICA DEI FATTI

Rossi, era emerso dalle indagini condotte dagli uomini della squadra mobile, era stato denunciato e indagato due volte per maltrattamenti e lesioni nei confronti della donna. Per una prima vicenda era già stato rinviato a giudizio, mentre per il secondo caso le indagini erano ancora in corso. Episodi tutti avvenuti nell'ultimo anno prima del delitto. Quel pomeriggio di giugno 2017, i due litigarono per l'ultima volta. Quando la Mendes impugnò un coltello da cucina e colpì il marito, lui provò a scappare, ma si accasciò sul pianerottolo del condominio. La ballerina si barricò in casa minacciando di suicidarsi. Una funzionaria delle volanti riuscì a parlarle e a farla desistere. Da quel giorno la ballerina è in carcere. Quando oggi il giudice l'ha assolta si è inginocchiata a terra e ha iniziato a piangere. Le porte del carcere però si apriranno tra qualche settimana, dopo avere scontato una condanna, nel frattempo diventata definitiva, per alcuni grammi di droga che le vennero trovati prima dell'omicidio.

«L'ACCUSA: IMPUGNEREMO LA SENTENZA»

«Dobbiamo leggere le motivazione, ma è molto probabile che impugneremo la sentenza. Anche perché occorre valutare se ci sono gli estremi per la legittima difesa», ha commentato il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi dopo l'assoluzione della Mendes. «La legittima difesa», ha sottolineato Cozzi, «deve essere attuale. E non basta avere subito maltrattamenti per potere giustificare un delitto. La vicenda poi non è così lineare, visto che la vittima è stata uccisa con 12 coltellate». Si è detta soddisfatta invece la legale della donna: «Ho creduto sin da subito nell'innocenza della mia assistita», ha detto l'avvocata Rachele De Stefanis, «e fondamentale è stata la Bpa, la Bloodstain Pattern Analisys. Abbiamo ricostruito la scena del crimine tramite l'analisi delle tracce di sangue. La scena parla e quello che dice spesso è oggettivo. Io credo sia la prima volta che a Genova venga usata una consulenza di questo tipo».

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