Sessismo

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17 Ottobre Ott 2018 1317 17 ottobre 2018

Il professor Vincenzo Barone ha denunciato il sessismo nella Normale di Pisa

Intervistato dal Quotidiano Nazionale, il rettore della Scuola ha fatto luce sulla crociata contro il gender gap che le donne combattono nello storico ateneo. 

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Normale Pisa Donne

In un’intervista al Quotidiano Nazionale, il rettore della Scuola Normale Superiore di Pisa, prof. Vincenzo Barone, ha deciso di denunciare le calunnie e i soprusi con cui, ogni giorno, le donne si trovano a fare i conti in un ambiente universitario elitario come quello dell’ateneo fondato da Napoleone Bonaparte.

L'AMBIENTE PROFONDAMENTE SESSISTA DELLA NORMALE

«Ogni volta che si tratta di valutare o proporre il nome di una donna per un posto da docente, si scatena il finimondo». È con queste parole che il prof. Barone ha scelto di rompere il muro dell’omertà e far luce su una situazione scomoda che, da anni, impedisce al gentil sesso di emergere nell’ambiente accademico della Normale, nonostante curricula illuminati e traboccanti di meriti. Quello della disparità di genere nell’università pisana è una problematica seria: sono soltanto 7 su 40 docenti le cattedre occupate da donne. E, cosa ancor più grave, il percorso delle candidate verso l’incarico è costellato di colpi bassi e menzogne, unicamente volte a «gettare discredito sulle malcapitate di turno». Insomma, è la storia più vecchia del mondo: si pensa a tutto tranne che alla possibilità che la vincitrice del concorso o della cattedra sia arrivata lì sulla scorta di una buona preparazione e di solide competenze che, come sottolinea il rettore, «dovrebbero essere i soli criteri per valutare un accademico».

LETTERE ANONIME, OFFESE E FAKE NEWS

La macchina del fango che, negli anni, ha impedito alle accademiche avanzamenti di carriera più che meritati, si è servita dei mezzi più infimi. Barone ha parlato di «calunnie, lettere anonime e notizie false diffuse ad arte» arricchite di «contenuti offensivi e sessisti, con espliciti riferimenti sessuali, volgari e diffamatori». E se questa crociata non ha risparmiato nessuno, colpendo anche gli uomini con missive anonime e critiche rivolte ai docenti più anziani, accusati «di voler proteggere l’allievo prediletto», quello riservato alle donne è stato sicuramente un trattamento più frequente e spietato.

LA NECESSITÀ DI CAMBIARE ROTTA

Cambiare rotta, per Barone, non è soltanto una priorità ma un’urgenza: «Sono stato tacciato di voler assumere delle incompetenti. Ma il problema dobbiamo porcelo: non è possibile che non ci sia nessuna docente brava, preparata e meritevole di un posto alla Normale». E, a giudicare dalle ultime assunzioni, quelle del rettore non sono state solo parole: l’ultimo acquisto del corpo docenti dell’ateneo pisano, infatti, è stata Annalisa Pastore, primo ordinario della classe di Scienze in 208 anni di vita della Scuola e una brillante carriera tra l’Inghilterra e Pavia. Dimostrazione di come preparazione e studio possano, quando si vuole, eludere la barriera del pettegolezzo.

IL PROBLEMA NON È NUOVO

Barone aveva già segnalato la piaga della scarsissima presenza di quote rosa alla Normale e ai vertici delle università quando, nel 2016, in occasione del suo insediamento, intervenne per denunciare il preoccupante squilibrio nel corpo docenti. Allora, a Pisa, su una totalità di 35 professori, solo 4 erano donne. «Una situazione imbarazzante», aveva commentato Barone, «non si può più andare avanti così».

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