Sessismo

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17 Ottobre Ott 2018 1740 17 ottobre 2018

Cosa succede al tempio di Sabarimala, dove il ciclo è un tabù

L'India è in tumulto perchè alle donne in età fertile è stato permesso di accedere al terreno sacro. Ma alla base c'è la discriminazione legata alle mestruazioni.

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India Tempio Sabarimala proteste

Il tempio di Sabarimala è stato messo a ferro e fuoco dalle proteste che stanno dilagando nello stato indiano di Kerala. Il luogo di culto induista – meta di uno dei più grandi pellegrinaggi del mondo, visitato ogni anno da oltre 100milioni di devoti – è infatti stato riaperto il 17 ottobre per le cerimonie religiose annuali, che si concluderanno il 22 dello stesso mese. Lo scorso 28 settembre, però, la Corte Suprema dell’India aveva autorizzato, per la prima volta nella storia del Paese, alle donne in età fertile (ovvero, quella compresa tra i 10 e i 50 anni) di accedere al terreno sacro.

AGGRESSIONI ALLE GIORNALISTE E ALLE FEDELI

La mobilitazione degli attivisti del BJP – il partito di maggioranza di ala destra, Bharatiya Janata Party – è stata massiccia, con minacce di violenza contro le donne che da giorni aspettavano l’apertura dei cancelli del tempio e sette manifestanti si sono addirittura detti pronti al suicidio pur di convincere i giudici indiani a tornare sui propri passi. I media locali non parlano d’altro, ma il loro lavoro è reso ancora più complicato dalle aggressioni di cui sono oggetto: almeno quattro giornaliste sono infatti state assaltate dagli attivisti di destra, che chiedono di «mantenere intatte le tradizioni culturali» messe in pericolo dalle donne. «Il governo deve immediatamente provvedere alla sicurezza dei giornalisti e dei loro collaboratori e assicurarsi che le loro vite non siano messe in pericolo», è quanto si legge in un comunicato del Network of Women in Media indano.

La polizia indiana è schierata per proteggere i giornalisti dopo le aggressioni subite il giorno dell'apertura del tempio (17 ottobre 2018).

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QUAL È IL PROBLEMA DELL’INDIA CON LE MESTRUAZIONI?

Ma qual è il problema con le mestruazioni? Secondo i precetti religiosi le donne sono «impure», perché rappresentano una «tentazione» per la divinità che, secondo tradizione, ha fatto voto di castità. La realtà è però che le mestruazioni, in India, sono un vero e proprio tabù, che impedisce addirittura alle donne di toccare il cibo durante ‘quel periodo del mese’.

UNA BATTAGLIA DECENNALE

Il subcontinente indiano non è nuovo, purtroppo, ai cortei di protesta contro le mestruazioni. Nel Paese solo le chiese permettono a uomini e donne eguali diritti di culto, mentre l’accesso alle moschee e a buona parte dei templi hindu è precluso alle fedeli. Già nel 2016 lo stesso tempio di Sabarimala era stato al centro delle cronache per questo motivo: un gruppo di legali si era appellato alla Corte Suprema per modificare lo statuto e in cambio avevano ricevuto minacce e intimidazioni, la causa si era conclusa in un nulla di fatto. Quasi 10 anni prima, nel 2005, le attiviste avevano provato a cambiare la situazione: all’epoca avevano avviato una campagna su internet chiamata happy to bleed (in italiano, felice di sanguinare).

Il terreno sacro di Sabarimala, India, teatro delle nuove proteste.

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NON SOLO UN PROBLEMA RELIGIOSO

L’interdizione legata al periodo delle mestruazioni non è solo un problema religioso, ma influenza tutti gli aspetti della vita delle donne, mettendole anche in pericolo. Tanto è vero che, secondo quanto riportato in uno studio condotto nel 2011 nel Nord del Paese, più del 30% delle bambine e ragazze è costretta a lasciare la scuola come conseguenza del menarca (la comparsa della prima mestruazione). Non solo, anche la salute delle donne è messa a repentaglio: le infezioni del tratto riproduttivo (RTI) sono 70 volte più comuni tra le donne alle quali viene impedito di mantenere una corretta igiene personale durante la mestruazione. Un uso molto comune, questo, che costringe le adolescenti – tra 12 e 18 anni – ancora iscritte a scuola a non frequentare le lezioni proprio per la mancanza di servizi igienici. La base del tabù mestruale, come la radice di ogni discriminazione femminile, sembra essere il patriarcato e la sua istituzionalizzazione – religiosa e sociale – ha nel suo fine ultimo il controllo e l'autorità sulle donne. Per fortuna, si inizia a rendersi conto che il veto sulle mestruazioni deve essere considerato una minaccia anche per la salute e oggi molte persone sono disposte a rompere questo silenzio.

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