17 Ottobre Ott 2018 1413 17 ottobre 2018

L'appello di Marco Pirozzi, papà di Francesca, per finanziare la ricerca

Dopo la sua scomparsa, dovuta a un linfoma non Hodgkin, ha fatto della sua tesi di laurea un libro e creato una onlus a suo nome. Pubblichiamo la sua lettera: «Non voglio perderla per la seconda volta».

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Francesca Pirozzi Onlus Ricerca Cibo Ideale 2

Abbiamo ricevuto una lettera Marco Pirozzi, «un uomo che non è riuscito a mantenere la promessa a sua figlia Francesca, morta a 24 anni di tumore», un linfoma non Hodgkin. Marco, che abbiamo intervistato a giugno di quest'anno, a febbraio 2018 aveva pubblicato Il Cibo Ideale, la tesi di laurea di Francesca sull'alimentazione in chemioterapia, arricchita da ricette e consigli di dietologi e chef stellati, diventata, grazie al suo impegno, un libro. Uno strumento con il quale finanziare un progetto di ricerca sulle cellule tumorali del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell'Università di Urbino. Pubblichiamo di seguito la sua lettera-appello.

NON VOGLIO PERDERE FRANCESCA PER LA SECONDA VOLTA!

Francesca è morta a 24 anni per un linfoma. Credo sia impossibile per chiunque dare un senso alla perdita di un figlio. Non aver saputo proteggerla mi ha lasciato un enorme senso di colpa. Ogni giorno le dicevo che sarebbe guarita ma non ho mantenuto la promessa!

Solo quando i ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino mi hanno parlato del loro progetto, qualcosa di concreto e misurabile, mi è scattata la forza di reagire, di andare avanti. Finanziare la loro sperimentazione per non sentire altre storie come quella di Francesca è diventato il mio unico obiettivo ed un modo per mantenere in vita la sua eredità: fare qualcosa di “utile”! Per questo, con la collaborazione di esperti, nutrizionisti e chef stellati, ho trasformato la sua tesi di laurea sull’alimentazione durante le terapie oncologiche in un libro: “Il Cibo Ideale” che ha fatto accendere i riflettori sulla storia.

Hanno scritto che sono un papà speciale. Non so se è vero, nonostante il coraggio e la forza che ci metto ogni giorno, ho in fondo una grande dose di paura. Una paura che non ho mai avuto. Tutte le volte che sono caduto mi sono rialzato, questa volta è diverso. Confesso che ho pensato di mollare, di lasciar perdere e sopravvivere solo del ricordo di Francesca ma i messaggi, le strette di mano ed i racconti di genitori e figli che incontro tutti i giorni, mi hanno reso più determinato e deciso di arrivare all’obiettivo. Voglio far partire subito, dall’anno accademico che sta iniziando, il progetto dei ricercatori che ha già dato interessanti risposte nei modelli cellulari tumorali.

Francesca non tornerà più, ma non farcela sarebbe come perderla una seconda volta. Questa volta non lo voglio. Non posso permettermelo.

Sto coinvolgendo sempre più persone. Lo so che alla fine sono solo un padre che come tanti ha perso una delle cose più care. Ma vorrei andare oltre le lacrime, vorrei che questa storia triste, mia, personale, possa trasformarsi in qualcosa di «utile». Francesca ne sarebbe contenta!

Marco Pirozzi - Papà di Francesca

(Potete donare a questo link: https://francescapirozzi.it/fondi-per-la-ricerca/)

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