Sessismo

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17 Ottobre Ott 2018 1841 17 ottobre 2018

In Iran le donne sono entrate allo stadio dopo 40 anni

Un bel traguardo per le cittadine della repubblica islamica. Dal '79 una legge impediva loro di tifare alle partite, ma i biglietti non possono ancora comprarli.

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Iran Divieto Stadio Calcio

Un centinaio di donne iraniane hanno avuto il permesso – negato loro da una legge in vigore da quasi quattro decenni – di partecipare ad una partita di calcio, ovvero l’incontro amichevole Iran-Bolivia del 16 ottobre. Le tifose sono state confinate in un settoro a loro 'dedicato', ma il match, terminato con un 2-1, è stato comunque definito un passo in avanti per l'Iran. Il ministero dello Sport ha anche annunciato la possibilità per le donne di accedere allo stadio in occasione della semifinale della Champions League tra la squadra iraniana del Persepolis e quella qatarina di Al Sadd.

UN DIVIETO LUNGO 40 ANNI

Il divieto dipendeva da una legge, approvata durante la Rivoluzione islamica del 1979, che precludeva alle donne l’accesso ai campi sportivi, giustificata dalla necessità di proteggerle dall’atmosfera maschile. «Le donne ospitate all’Azadi Stadium stasera sono familiari degli atleti della nazionale, le calciatrici della nazionale femminile, le impiegate della Federazione calcistica e ovviamente alcune tifose», è quanto riportato da Varzesh3 nell’annuncio dell’evento.

UN PASSO PER VOLTA

La fine del veto però non è arrivata all’improvviso: alle iraniane era già stato permesso di accedere allo stadio Azadi – che in italiano significa ‘libertà’ – a giugno, quando, in occasione della partita contro il Portogallo per i Mondiali, vennero installati degli schermi per trasmettere in streaming la partita.

Lo Stadio Azadi durante la partita, trasmessa in streaming, del 25 giugno 2018.

GettyImages

STADIO SÌ, BIGLIETTERIE UN PO' MENO

Quelli di calcio non sono i primi spalti che sono stati aperti alle donne iraniane, nei mesi precedenti infatti campi di pallavolo e pallacanestro erano stati invasi dai tifo femminile. Il problema, però, è che le donne, sebbene siano autorizzate ad accedere agli stadi, non possono comperare i biglietti: «Fintanto che le donne non potranno acquistarli, il divieto non è finito. Sotto la pressione degli attivisti hanno aperto, ma decidono loro chi può entrare. È solo un trucco», ha affermato l’attivista per i diritti delle donne Daria Safani da Bruxelles.

IL PROCURATORE MONTAZERI: «NON COMMETTETE QUESTO PECCATO»

A meno di 24 ore dall'evento sportivo però sono arrivate le proteste istituzionali e il procuratore generale iraniano, Mohammad Jafar Montazeri, ha manifestato la sua opposizione ai tentativi del presidente Hassan Rohani di permettere alle donne l'ingresso negli stadi. Ma Montazeri ha intimato al governo di non commettere un tale 'peccato'. «La presenza delle donne negli stadi è un vizio sociale che né la legge né la Sharia ammettono», ha affermato il procuratore.

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