15 Ottobre Ott 2018 1629 15 ottobre 2018

Il discorso di Natalie Portman al Variety's Power of Women

L'attrice e regista israeliana ha parlato di molestie sessuali, empowerment femminile e di Weinstein. Spiegando anche come uscire dal circolo vizioso degli abusi.

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Natalie Portman Variety's Power of Women

Natalie Portman non ha usato mezzi termini nel discorso pronunciato il 12 ottobre al Variety’s Power of Women – la premiazione della rivista americana Variety che ogni anno riconosce il merito alle donne del mondo dell'intrattenimento per le proprie opere filatropiche. Tra le altre vincitrici ci sono la scrittrice de Il racconto dell'ancella Margaret Atwood, l'attrice vincitrice di cinque Golden Globe Emily Blunt, la fondatrice e attivista di #MeToo Tarana Burke e la cantante vincitrice di 15 premi Grammy Alicia Keys. Dopo aver tessuto le lodi del movimento Time’s Up e della sua neoeletta prima presidentessa e CEO, Lisa Borders, Portman ha elencato il percorso da seguire per l’empowerment femminile: dal non rappresentare la violenza contro le donne nei progetti in cui sono coinvolti i suoi colleghi, a promuovere le donne in ruoli che solitamente non occupano. Ma non solo, l’attrice israeliana ha parlato anche del caso Brett Ratner – il regista e produttore cinematografico recentemente denunciato per molestie sessuali che ha intentato una causa per diffamazione contro la sua accusatrice – e di Harvey Weinstein: «Pensa di non poter essere incriminato solo perché ha miliardi di dollari da spendere in avvocati, e lei no», ha puntualizzato lei.

«È PAZZA O È DIFFICILE»: È UNA BUGIA

Proprio parlando di Weinstein, Portman ha puntualizzato quante colleghe abbiano lasciato il settore cinematografico dopo aver subito violenze o rifiutato le avances e siano state poi calunniate: «Mettiamo fine a questa retorica, se un uomo vi dice che una donna è pazza o è difficile, chiedetegli E tu cosa le hai fatto?, perché quella è la formula magica. Lui sta solo cercando di screditarla», ha spiegato senza troppi giri di parole.

SUL LAVORO: «NON LO LASCIAMO PERCHÉ SIAMO MAMME»

«Nella nostra industria, solo l’11% dei 250 migliori film dell’anno scorso sono stati girati da donne», ha detto la regista di Eve. Nonostante i risultati scolastici siano pari, infatti, le donne affrontano maggiori difficoltà a ricoprire ruoli di comando: «Se tra le persone con cui lavorate tutti vi somigliano, cambiate gruppo. Siate imbarazzati se siete tutti uguali», perché la realtà – spiega Portman – è che le donne non si impegnano tanto negli studi solo per arrivare al secondo posto ed essere escluse dalle promozioni o dai board delle aziende. «Le donne non lasciano il lavoro perché sono mamme, le donne si licenziano perché sono discriminate, o vittime di abusi, o indesiderate», ha concluso lei.

EDUCARE I BULLI: «SFIDATE CHI SI COMPORTA MALE»

Parlando di chi cerca di approfittare del proprio potere per usare gli altri – sì, Weinstein, stava parlando di te – l’attrice ha spiegato che «i bulli non cambieranno perché sentono un caldo sentimento di ravvedimento nel cuore», per poi aggiungere: «Non lasciate che lo facciano, sfidate chi si comporta male».

IL POTERE NON È UN GIOCO A SOMMA ZERO

Natalie Portman ha, poi, parlato del potere: «Molti uomini credono che il potere sia un gioco a somma zero, che se una donna ottiene il rispetto, le risorse e il valore che le spetta, sanno loro a rimetterci. Ma lo possiamo vedere nel mondo animale, non è così, come le mammelle: più latte danno ai cuccioli, più latte producono le mamme. Più amore concedi, più te ne sarà dato. Ma lo stesso può essere detto del fuoco. Quando accendi la torcia di qualcun altro con la tua, non assopisci il tuo fuoco, al contrario insieme sarete più luminosi ed emanerete più calore».

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