15 Ottobre Ott 2018 1753 15 ottobre 2018

Titty Astarita esonerata dall'Afro-Napoli perché sta con Salvini

L'ex capitana è stata cacciata dalla dirigenza multietnica per la sua candidatura in una lista civica di Lega. Le compagne scioperano e il ministro commenta: «È sport, non politica».

  • ...
Afro Napoli United Titty Astarita

Se il calcio femminile non aveva già vita dura a lottare contro il sessismo, oggi si trova ad affrontare anche la discriminazione razziale e politica. Concetta 'Titty' Astarita infatti è stata capitana della squadra di calcio Afro-Napoli United fino a domenica 14 ottobre, quando non le è stato permesso di scendere in campo con le sue compagne – che hanno rinunciato al match in segno di solidarietà – per le sue idee politiche. Astarita appunto si è candidata nella lista civica Mcm, che fa riferimento alla Lega di Matteo Salvini, per le prossime elezioni a Marano di Napoli.

IL COMUNICATO: «NON FORMALIZZEREMO L’ISCRIZIONE»

La società sportiva, nata nel 2009, ha un obiettivo dichiarato ben preciso: l’inclusione. Un fine, però, che mal si concilia con le azioni politiche del ministro degli Interni Salvini secondo la dirigenza multietnica. Poco c’è voluto, quindi, per comunicare l’allontanamento della calciatrice. «L'Afro-Napoli United non è una squadra come le altre, non ne abbiamo mai fatto mistero. Nasce come progetto di inclusione e integrazione per dare voce a un'Italia multietnica che già esiste e che quotidianamente è oggetto di discriminazioni e razzismo, vedendosi negare diritti, uguaglianza, opportunità. Ci vediamo perciò costretti a comunicare che, in seguito alla scelta della capitana della nostra squadra femminile, Titty Astarita, di candidarsi alle elezioni comunali di Marano con una lista civica alleata a Noi con Salvini, non formalizzeremo l'iscrizione al campionato C1 regionale campano di calcio a 11», è quanto si legge nel comunicato della società sportiva.

Concetta "Titty" Astarita.

ANSA

AFRO NAPOLI: PIÙ CHE SEMPLICE CALCIO

Con queste parole Afro-Napoli vuole mettere in chiaro un principio, fondante della società stessa: unirsi alla squadra significa non soltanto sposarne il progetto tecnico – che, come sottolineano nel comunicato, ha permesso al team di ottenere «quattro promozioni in cinque anni» – ma anche, e soprattutto, credere nei suoi valori. «Noi saremo sempre intolleranti nei confronti degli intolleranti. Senza un solo passo indietro nei confronti di chi sta provando a scaraventare di nuovo questo Paese nell'incubo che credevamo aver consegnato alla storia e all'oblio del tempo nel secolo scorso», è infatti la conclusione della nota della dirigenza.

LE COMPAGNE: «LO SPORT È APARTITICO E APOLITICO»

Da qui la decisione delle compagne di squadra di consegnare, all’arbitro incaricato di dirigere la partita di domenica contro la Dream Team, una petizione che segnalava la decisione «di non disputare la gara di Coppa Campania». La scelta «presa all’unanimità» è quindi dovuta «ad un grave episodio di discriminazione nei confronti del capitano», chiariscono le ragazze. Non solo, le 19 atlete firmatarie del documento hanno chiarito di credere in uno sport «apartitico e apolitico».

SALVINI: «LA POLITICA FUORI DALLO SPORT»

Non è tardata ad arrivare la replica del leader leghista, che ha dato il suo appoggio a Astarita e su Twitter scrivendo: «Gli unici razzisti sono i buonisti di sinistra. Tenete la politica fuori dallo sport!». Anche Titty non ha fatto mancare un commento e a Canale 21 ha spiegato di aver sofferto molto per l’esclusione: «Faccio un appello alla società e agli organi competenti affinché questa situazione si possa risolvere. Il calcio deve restare fuori dalla politica, deve essere solo divertimento. Quando mi hanno detto che avrei dovuto scegliere sono rimasta senza parole. Mi sono candidata con una lista civica, non sposo le politiche di Salvini e non mi farei un selfie con lui. Avrei capito se mi avessero chiesto di restituire la fascia di capitano, non mi aspettavo mi chiedessero di ritirare la candidatura per restare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso