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12 Ottobre Ott 2018 1336 12 ottobre 2018

Il marito di Eva Henger trascina in tribunale Miriana Trevisan

Dopo le accuse di molestie a Giuseppe Tornatore e Massimiliano Caroletti, quest'ultimo l'aveva querelata. L'udienza il 12 marzo.

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Miriana Trevisan riviana giudizio Eva Henger

Il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha accolto le richieste del pm Roberto Felici e rinviato a giudizio l'attrice Miriana Trevisan per l'accusa di diffamazione ai danni del produttore Massimiliano Caroletti, marito di Eva Henger. In un'intervista sul tema delle molestie nel mondo dello spettacolo, rilasciata da Trevisan nel novembre 2017 a Vanity Fair, la showgirl raccontò di avere respinto nel 2006 le avances del produttore esecutivo del film Bastardi. Per vendicarsi del due picche, secondo quanto raccontato sulle pagine del settimanale, l'uomo ridimensionò il ruolo di Trevisan nel film, tagliando molte delle sue scene. Seguì una denuncia per diffamazione presentata alla Procura da Caroletti. La data per la prossima udienza è stata fissata al 12 marzo.

COINVOLTO ANCHE GIUSEPPE TORNATORE

Il marito della Henger però non era stato l'unico travolto dalle accuse, all'epoca Trevisan aveva infatti puntato il dito anche contro il regista Giuseppe Tornatore. Il copione era stato più o meno lo stesso: questa volta sul set del film La leggenda del pianista sull'Oceano, l'uomo la invitò a cena fuori e dopo una serie di avances piuttosto insistenti, provò a baciarla. Dopo il rifiuto, arrivò il ridimensionamento del ruolo assegnatole.

LA LETTERA SU LINKIESTA

Al teatrino di accuse e insulti rivolti all'attrice napoletana dopo l'intervista, lei aveva risposto con una lettera aperta pubblicata su Linkiesta.it nella quale faceva riferimento proprio a uno dei due episodi: «E se poi ti fai prendere dall’entusiasmo per una promessa di un ruolo in un film, che quasi ci credi di essere tu, proprio tu, quella giusta per quel personaggio, poi 'dobbiamo parlarne più intensamente nel mio albergo, ho una suite', ti dice il regista italiano osannato nel mondo. E tu ancora provi a convincerti: che male c’è, io sono la prescelta, devo solo studiare e studiare, dare arte in forma di bellezza, che ci vuole. E invece no. È tutto un buio di parole, parole buie, che entrano solo in vicoli bui. Lo spiraglio, per alcuni di loro, l’unico spiraglio è la figa».

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