Sessismo

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12 Ottobre Ott 2018 1515 12 ottobre 2018

L'appello delle prof: stop al dominio maschile nella storia

Le accademiche di Francia hanno deciso di reclamare la parità sui libri di testo: «Le donne non sono solo mogli illustri e donzelle sciagurate».

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Rendez Vous De L’Histoire Blois

Le prime femministe a parlare di sessismo nella storia erano state le americane, che negli Anni ’70 avevano attaccato duramente la parola history (in italiano storia, appunto) accusandola di tenere conto esclusivamente della versione maschile dei fatti. Sostenevano infatti che alla parola his-tory (his è il pronome possessivo maschile) si dovesse sostituire herstory, dal pronome possessivo femminile her. Ovviamente, le femministe anglofone ignoravano la radice greca historía, che niente ha a che fare con i pronomi. Il loro punto, però, resta: la storia è maschio, non importa quale articolo si usi.

LA STORIA È UOMO: LA FANNO, LA SCRIVONO, LA INSEGNANO

Le ultime ad affermarlo sono le storiche di Francia, che durante uno dei più importanti appuntamenti del calendario accademico, il Rendez-vous de l’histoire di Blois, hanno deciso di reclamare la parità che spetta loro. Non solo le donne sono state relegate a ruoli di mogli illustri e donzelle sciagurate – nonostante di personaggi femminili rilevanti ce ne siano stati parecchi – ma la storia viene, prima di tutto, scritta e insegnata dagli uomini: le accademiche infatti non solo riescono ad ottenere il ruolo più avanti negli anni, ma alla fine della carriera guadagnano in media 1000 euro meno dei loro colleghi, oltre ad avere una minore visibilità. Tra le cattedre d’eccellenza del College de France, per esempio, ci sono solo 3 storiche, a fronte di 12 colleghi di sesso maschile. Alla base di questo gap ci sarebbe, secondo le autorità di Blois, il fattore tempo: le donne pubblicano meno a causa tempo che viene loro sottratto, rispetto alle controparti maschili, dalla famiglia.

L’APPELLO: DIFENDERE LA RAPPRESENTANZA EGUALITARIA

L'appello delle storiche francesi è stato lanciato il 10 ottobre su Le Monde, da un collettivo di 440 studiose, che hanno raggiunto quota 520 in soli due giorni, che richiedono di difendere la rappresentanza egualitaria, attraverso dibattiti, tavole rotonde, conferenze e studi «più misti possibile». Per quanto riguarda il problema del tempo a disposizione, il collettivo chiede al mondo accademico di «intendere l'eccellenza qualitativamente più che quantitativamente» e di preferire, al «numero di articoli pubblicati entro una certa data», «la loro qualità e originalità e la capacità di esplorare temi nuovi durante tutta la carriera». Inoltre, le facoltà universitarie dovrebbero «dar da leggere agli studenti più testi di storiche, incoraggiare le candidature di professoresse nelle istituzioni accademiche, vigilare affinché nelle commissioni d'esame, in particolare quelli orali, non si riproducano atteggiamenti antichi che ad esempio privilegiano la sicurezza di se stessi invece dell'espressione del dubbio».

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