12 Ottobre Ott 2018 1754 12 ottobre 2018

Perché la mozione presentata a Ferrara non mette in pericolo la 194

«Vuole sostenere le donne che hanno una gravidanza difficile. Il paragone con quella approvata a Verona è assurdo»: ce lo spiega Alessandro Balboni, consigliere comunale di Fdi.

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Ferrara Mozione Aborto Alessandro Balboni

«Quanto è apparso sulla stampa è fuorviante. Si tratta di ricostruzioni ad hoc che mirano a spostare su un piano ideologico la questione degli aiuti alle donne che si trovano ad affrontare una gravidanza difficile». Parola di Alessandro Balboni, il giovanissimo consigliere ferrarese di Fratelli d’Italia, autore di una mozione a sostegno delle maternità problematiche, replica a quanti nelle scorse ore lo hanno accusato di voler trasformare il Comune estense in una nuova Verona. «Si tratta di misure volte a garantire una scelta più libera, nel rispetto della Legge 194», spiega a LetteraDonna. E assicura: «Il diritto delle donne all’autodeterminazione non si discute».

DOMANDA: In cosa consiste la mozione presentata da Fratelli d’Italia?
RISPOSTA:
Chiede al Comune di Ferrara di attivarsi presso la Regione Emilia-Romagna per promuovere un progetto volto a garantire un sostegno alle donne in una situazione di gravidanza difficile, a causa di motivazioni di natura economica, psicologica o sociale. All’amministrazione si chiede anche di inserire nel prossimo assestamento di bilancio un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nell’ambito delle maternità complicate. Questo al fine di garantire i mezzi per una scelta più libera possibile, nell’interesse e nella tutela della donna.

Qual è il ruolo della Legge 194 all'interno della mozione? E perché si parla di mancato adempimento della legge?
In nessun punto si mette in discussione la 194. Anzi, all’interno della mozione se ne richiede la completa e corretta applicazione. La Legge sull’interruzione volontaria di gravidanza prevede, infatti, aiuti economici e psicologici per le donne che si trovano a vivere una gravidanza difficile. Ma, ad oggi, le risorse messe a disposizione dalle istituzioni non sono sufficienti. L’ospedale di Ferrara conta solo due psicologi, che devono coprire l’intero polo ospedaliero, mentre gli aiuti economici sono quantitativamente irrisori.

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Geplaatst door Alessandro Balboni op Donderdag 11 oktober 2018

Per ridurre il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza basta un aiuto economico o psicologico? Non crede che dietro alla decisione di abortire ci possano essere motivazioni più profonde?
Certamente. Tali motivazioni sono già tutelate dalla Legge 194. La mozione prende in esame quegli aspetti di competenza comunale o regionale riguardanti l’obbligo di supporto economico, psicologico e sociale alle maternità difficili. Senza mettere in discussione la libera scelta delle donne.

Non crede che potenziare i consultori e i corsi di educazione sessuale a scuola possa essere una soluzione altrettanto valida per limitare le interruzioni volontarie di gravidanza?
Senza dubbio è fondamentale potenziare il ruolo dei consultori e istituire corsi di educazione sessuale all’interno delle scuole. Ma in passato i due ordini del giorno presentati dall’opposizione e incentrati sul tema della prevenzione sono stati bocciati. Ecco perché ho preferito concentrarmi sulla questione delle maternità difficili.

Ma questo non garantisce che la sua mozione passerà.
La mozione verrà sicuramente bocciata. Se ci si sofferma sul suo contenuto finale, però, si comprende come la proposta non chieda altro che finanziamenti per progetti pubblici o privati a sostegno delle gravidanze difficili. Non ho indicato nessuna associazione particolare, proprio per permettere all’opposizione e alla maggioranza di individuare il metodo migliore da seguire. Ma la questione è stata spostata sul piano ideologico.

Non si può negare, però, che la proposta di Fratelli d’Italia ricalchi in parte le parole dei leghisti veronesi. In che cosa si differenzia la sua mozione da quanto approvato a Verona?
La differenza sta nel metodo. Sono partito da premesse simili a quanto contenuto nella mozione veronese, ma le conclusioni sono differenti. Non ho stabilito quali associazioni finanziare, né con chi dialogare, a differenza di quanto accaduto a Verona, proprio per evitare di cadere nella logica degli schieramenti contrapposti e delle tifoserie avversarie.

Eppure anche la sua mozione, come quella veronese, sembra attaccare l’uso della pillola abortiva.
In realtà non è l’utilizzo della RU486 ad essere messo in discussione, ma le procedure seguite in ambito clinico. La donna, infatti, passa solo i primi 3-4 giorni in ospedale, per poi tornare 14 giorni più tardi per un controllo. Ritengo che questo approccio non garantisca un adeguato sostegno psicologico a coloro che ne sentono il bisogno.

Se la sua proposta verrà approvata Ferrara diventerà «città a favore degli indifesi». E le donne che posto avranno?
Ho chiesto di titolare Ferrara a «città a tutela gli indifesi» e non «città a favore della vita» per spostare l’attenzione dal potenziale nascituro a tutte le parti in causa, dalla madre, alle famiglie. Non c’è nessuno sfondo ideologico.

Cosa pensa degli attacchi alla 194 da parte degli esponenti della Lega?
Si tratta di dichiarazioni di natura elettorale e propagandistico, non credo che ci sia un progetto volto a mettere in discussione la 194. Personalmente, sono d’accordo con quanto previsto dalla Legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. Ecco perché, attraverso questa proposta, chiedo che venga pienamente applicata.

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