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12 Ottobre Ott 2018 1200 12 ottobre 2018

Asia Argento sulla denuncia «kamikaze» a Weinstein e #MeToo

L'attrice ha parlato a Verissimo del suo annus horribilis: dalle accuse di Bennett alla morte del compagno e il suo ruolo nel movimento: «Non ho più la forza di aiutare gli altri».

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Asia Argento Verissimo

Asia Argento è ospite a Verissimo nella puntata di sabato 13 ottobre e nel salotto televisivo di Silvia Toffanin l’attrice ha parlato del difficile anno che sta affrontando: da attivista di #MeToo è diventata presunta carnefice di Jimmy Bennett e poi ha perso compagno, lo chef Anthony Bourdain. «A volte i giorni sembrano interminabili. Non riesco a dormire. La notte mi sento molto sola, mi manca il mio compagno e mio figlio», che dopo lo scandalo Bennett – e le accuse di pedofilia – è andato a vivere negli Stati Uniti con il padre, Michele Civetta.

LA DENUNCIA A WEINSTEIN: «QUALCUNO DOVEVA DIRE LA VERITÀ»

Sembra passata una vita dal discorso «kamikaze», come lo ha definito lei, pronunciato alla cerimonia di chiusura del Cannes Film Festival nel maggio 2018: «Nel 1997 sono stata stuprata da Harvey Weinstein, qui, a Cannes», aveva dichiarato lei: una denuncia potentissima che l’aveva gettata nell’occhio del ciclone, tra il sostegno mondiale e le critiche nazionali. «Credo di aver dato fastidio ai potenti e ora sto pagando. Qualcuno doveva dire la verità. È stata la mia coscienza a dirmi che dovevo farlo quando ho saputo che c'erano tante donne che avevano subito molestie. Nessuna di noi aveva fatto i conti con quello che sarebbe successo dopo. Ha cambiato la nostra vita e il mondo», ha spiegato. Adesso ha la pelle dura, Asia, ma non se la sente più di stare in prima linea con #MeToo: «Sono per il movimento, ma non ho più la forza di aiutare gli altri». L’intervista poi verte sulle altre molestie sessuali subite in quasi 30 anni di carriera cinematografica e iniziate quando era ancora giovanissima: «Non è una cosa di cui vado fiera. A 16 anni ero stata già molestata su un set. Andavo a lavorare da sola, ero una preda perfetta, perché io ho delle ferite nella mia infanzia e questi predatori riescono ad intrufolarsi in queste ferite. Ora spero di essere più forte».

SU BENNET: «MAI DETTO DI ESSERE STATA VIOLENTATA»

Sul caso Bennett, Asia ha già detto la sua durante a Non è l’arena il 1 ottobre, ma la presentatrice Mediaset ha rincarato la dose e chiesto spiegazioni in merito alla contro-accusa di violenza: «Non ho mai detto di essere stata violentata, ma che lui mi è saltato addosso e che io sono rimasta rigida. Ora so perché ho questo meccanismo detto rettiliano, il rettile quando ha paura fa finta di essere morto».

IL SUICIDIO DI BOURDAIN: «A VOLTE ARRIVANO I PENSIERI ALIENI»

Il momento più buio però è stato senza dubbio la morte di Anthony Bourdain, morto suicida l'8 giugno. «Non avevo mai avuto una persona così. Si prendeva cura di me e dei miei figli. Mi ha lasciato un vuoto che nulla può colmare, questo dolore non va via mai. La mattina non ci sono i suoi messaggi e così alla sera non c'è nessuno che mi dice «buonanotte». Non ho più forze. Se non sto bene non posso prendermi cura dei miei figli. Ci sono giorni che non riesco ad alzarmi dal letto. Altri in cui cerco di non tornare mai a casa». Il suicidio, ha spiegato Asia, è stato un evento ancora più traumatico perché inatteso: «Pensavo di essere io quella depressa, lui mi sosteneva sempre. Io a volte ho avuto dei pensieri bruttissimi, la depressione è una malattia mentale molto grave e a volte arrivano dei pensieri alieni. L’istinto di morire è disumano. Lui non ha pensato a nessuno in quel momento, perché il suo dolore era immenso, ma io non l’avevo mai visto».

X FACTOR: «DECISIONE AMICHEVOLE, MA IO NON VOLEVO LASCIARE»

Infine, quando Silvia Toffanin le ha chiesto se la decisione di non partecipare a X Factor sia stata presa di comune accordo con il programma, Asia ha confidato: «È stata una decisione amichevole, ma io non volevo andare via. Non volevo nuocere al programma. Se questa cosa avesse spostato l'attenzione verso quei ragazzi allora sì, ma non era così. Il pubblico, la giuria e i ragazzi mi volevano, io ci speravo».

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